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OFFENSIVA 16 Luglio Lug 2014 1242 16 luglio 2014

Gaza, nono giorno di combattimenti: ancora raid e morti

Tel Aviv a 100 mila palestinesi: «Lasciate le case». 205 le vittime.

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È arrivato a 205 morti il bilancio delle vittime dei raid israeliani contro Hamas, al nono giorno dell'operazione 'Margine protettivo'. Nuovi bombardamenti hanno colpito infatti nella notte la Striscia di Gaza, dove lo stop solo poche ore. Anche se nella serata di mercoledì 16 luglio la tivù di stato di Israele, accogliendo una richiesta dell'emissario dell'Onu per la regione Robert Serry, ha annunciato per il giorno successivo altre 6 ore di tregua umanitaria.
COLPITI LEADER DI HAMAS. Durante tutta la giornata però il fuoco è proseguito. Aerei da combattimento di Tel Aviv hanno colpito l'abitazione di due alti responsabili di Hamas, Mahmoud al-Zahar e Bassem Naim, oltre a quelle dell'ex ministro Fathi Hammad e dell'ex deputato Ismail al-Ashqar a Jabalia.
L'esercito israeliano ha inoltre avvertito i circa 100 mila abitanti del Nord-est di Gaza di lasciare le loro abitazioni. I residenti sono stati chiamati a «evacuare nell'interesse della loro sicurezza».
Secondo il portavoce militare di Israele quei rioni, e più Nord la città di Beit Lahya, - dove abitano fino a 100 mila abitanti - sono sistematicamente utilizzati dai gruppi armati palestinesi come zona di lancio per i razzi verso Israele.
POCHI IN FUGA. Nella notte da Zaitun e da Sajaya si sono viste colonne di automezzi in partenza verso altre località di Gaza, che peraltro erano pure sottoposte ad intensi bombardamenti. Ma pochi sono partiti, la maggioranza degli abitanti è restata perché non sa dove altro andare: sono famiglie che vivono in povertà e che non possono né trovare ospitalità presso parenti né permettersi di affittare appartamenti a Gaza City.
Da parte sua la radio militare israeliana ha riferito che l'esercito cerca di stringere i tempi della evacuazione e il portavoce ha accusato Hamas di aver impedito lo sgombero, lasciando intendere che la responsabilità sulla sua sorte ricadrà sulla stessa organizzazione palestinese.
Intanto dopo il fallimento del primo cessate il fuoco, sulla stampa israeliana si susseguono le indiscrezioni sulle richieste di Hamas per ottenere una tregua duratura.
CONDIZIONI PER UNA TREGUA? Secondo il quotidiano Maariv, tra i punti che l'organizzazione islamista starebbe negoziando con mediatori di IRaq e Turchia c'è la riapertura del valico di Rafah (da cui si accede al Sinai egiziano) che diventerebbe un punto di transito internazionale. Poi la riattivazione dell'aeroporto internazionale di Dahanyeh (in disuso da molti anni), l'utilizzazione di un porto marinoessere e la concessione di pesca fino a 10 miglia dala costa, e il permesso agli agricoltori di coltivare la terra fino a ridosso dei reticolati di confine con Israele. Inoltre Hamas esigerebbe il permesso di transito per recarsi in preghiera alla moschea di al-Aqsa a Gerusalemme e la liberazione di centinaia di palestinesi arrestati in Cisgiordania durante le ricerche di tre ragazzi ebrei trovati poi morti presso Hebron. Sul piano politico, Israele dovrebbe impegnarsi a non ostacolare nuove elezioni politiche nei Territori e dovra' far retrocedere i propri mezzi blindati che circondano la striscia di Gaza. Tuttavia finora non da Gaza City non è arrivata alcuna conferma sul negoziato in corso.

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20.39 - ISRAELE ANNUNCIA: IL 17 LUGLIO TREGUA DI 6 ORE. Domani (17 luglio, ndr) Israele osserverà a Gaza una tregua umanitaria di sei ore, accogliendo così una richiesta dell'emissario dell'Onu per la regione Robert Serry. Lo rende noto la televisione di Stato israeliana. Ancora non è noto se in parallelo anche Hamas sospenderà i lanci di razzi verso Israele.

19.52 - ISRAELE: «PROBABILE OPERAZIONE DI TERRA». È «molto elevata» la probabilità che Israele lanci a Gaza un'operazione di terra: lo ha detto una fonte di sicurezza israeliana ad alcuni giornalisti stranieri. «Se vuoi combattere il terrorismo devi essere sul posto. Dal cielo possiamo colpirli duramente ma non sbarazzarci di loro. L'occupazione è fattibile in giorni o settimane al massimo».

19.21 - ALTRI SEI PALESTINESI UCCISI. Altri sei palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti uccisi nel corso di nuovi raid israeliani nella Striscia di Gaza. Un bambino è morto in un attacco a Gaza City, le altre cinque persone, compreso un altro bambino, sono state colpite in due raid a Khan Yunis, ha reso noto il portavoce dei servizi d'emergenza.

17.57 - MOGHERINI: «TREGUA DIFFICILE, MA UNICA SOLUZIONE». Arrivare ad un cessate il fuoco immediato «è molto difficile ma penso che sia l'unica soluzione». Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini al termine di un incontro durato circa un'ora e mezzo con il premier israeliano Benyamin Netanyahu. «Sì», ha aggiunto, «è stato un incontro molto lungo tutto incentrato su Gaza».

16.57 - ISRAELE RICHIAMA 8 MILA RISERVISTI. Israele ha deciso di richiamare altri 8 mila riservisti. Lo ha riferito la radio militare. La settimana precedente il governo aveva già autorizzato l'arruolamento di un totale di 40 mila militari della riserva.

16.16 - INCONTRO HAMAS-EGITTO AL CAIRO. «Un rappresentante della leadership egiziana incontra oggi pomeriggio al Cairo un alto responsabile di Hamas per esaminare l'iniziativa egiziana sul cessate il fuoco a Gaza che è stato respinto da Hamas», ha riferito il 16 luglio nella capitale egiziana Azzam al Ahmed, incaricato di Fatah per la riconciliazione inter-palestinese. «Speriamo di mettere a punto un formula definitiva o chiarimenti indicanti i principali obiettivi nell'iniziativa egiziana», ha detto il parlamentare in una dichiarazione fatta a margine di un riunione della Lega araba. Al Ahmed, sottolineando l'atteso arrivo al Cairo del presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen, ha sostenuto che «consultazioni proseguono ancora con tutte le parti coinvolte dall'attuazione di questa iniziativa» per il cessate il fuoco.

16.13 - MOGHERINI: «FERMARE I RAZZI». «Deve essere fermato il lancio di razzi su Israele. Al tempo stesso siamo preoccupati per la perdita di vittime civili a Gaza». Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini nella conferenza stampa con il premier israeliano Benyamin Netanyahu prima dell'incontro fra i due. Mogherini ha anche ricordato di aver definito «molto coraggiosa la scelta di Israele di accettare la tregua» e ha ribadito che vanno proseguiti gli sforzi diplomatici per arrivare a un cessate il fuoco.

16. 07 - QUATTRO BIMBI PALESTINESI UCCISI. Quattro bambini sono rimasti uccisi a Gaza, nel corso dei raid israeliani. Le vittime, riferiscono fonti palestinesi, sono state colpite da proiettili provenienti dal mare, probabilmente da una motovedetta, mentre si trovavano in un bar sulla spiaggia.

14.03 - ISRAELE: «SENZA TREGUA RISPOSTA PIÙ FORTE». «Se Hamas non accetterà la proposta egiziana non ci darà altra possibilità che continuare l'operazione militare a Gaza e dare una risposta ancora più forte». Lo ha detto il ministro della Giustizia Tzipi Livni prima di incontrare il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini.

11.41 - APERTO IL FUOCO SU GAZA EST. L'artiglieria israeliana ha diretto il fuoco della sua artiglieria verso alcune delle zone di cui ha in precedenza ordinato lo sgombero, mediante volantini e messaggi pubblici. Fonti locali hanno riferito che si avvertono esplosioni a Beit Lahya, nel Nord della Striscia, e a Sajaya, a Est di Gaza City. In questo sobborgo diversi edifici sono stati centrati da proiettili, secondo la stampa locale. Da quelle aree, afferma Israele, sono stati lanciati numerosi razzi.

11.28 - STAMPA: DIECI RICHIESTE DA HAMAS. Hamas è interessato a concordare un tregua di dieci anni: lo scrive il quotidiano israeliano Maariv secondo cui sarebbero già state formulate in merito dieci richieste precise. Ma da Gaza non c'è alcuna conferma. Sul cessate il fuoco, ha detto la scorsa notte Mushir al-Masri a nome di Hamas, non c'è stato ancora alcun contatto serio».

11.08 - AUTO COLPITA DA RAZZO: TRE MORTI. Tre morti (tra cui un uomo di 65anni) e cinque feriti: questo il bilancio che giunge da fonti mediche locali della esplosione di un'automobile colpita da un razzo israeliano nel rione di Bani Suheila, presso Khan Yunes. Nelle ore precedenti a Gaza si sono avuti altri cinque morti.

10.07 - QUARTIERI NEL MIRINO: GLI ABITANTI RESTANO. Nei popolosi rioni di Zaitun e di Sajayah (a Est di Gaza) dopo che l'esercito israeliano ha intimato alla popolazione di abbandonare le proprie case entro la mattina del 16 luglio, perché presto quelle aree si trasformeranno in zona di combattimento. La maggior parte degli abitanti per ora restano, non disponendo di alcun altro rifugio a Gaza. «Hamas ha ordinato loro di ignorare gli avvertimenti», ha accusato il portavoce militare israeliano.

8.55 - INTERCETTATI QUATTRO RAZZI PALESTINESI. Quattro razzi palestinesi sparati da Gaza verso la città israeliana di Tel Aviv sono stati intercettati in volo dalle batterie di difesa Iron Dome. Non si ha notizia di vittime.

8.54 - I FERITI SONO OLTRE 1.500. Il bilancio dei palestinesi morti nei combattimenti degli ultimi nove giorni è di 205 persone, di cui 24 donne e 39 tra bambini e adolescenti fino a 16 anni. Lo hanno riferito fonti palestinesi, precisando che i feriti sono oltre 1.500.

8.31 - ISRAELE: NELLA NOTTE COLPITI 40 OBIETTIVI. Una quarantina di obiettivi 'terroristici' fra cui centri di comando e di controllo utilizzati da Hamas sono stati colpiti la scorsa notte a Gaza dalla aviazione israeliana. Lo afferma un portavoce militare. In nove giorni di combattimenti da Gaza sono stati sparati 1.260 razzi verso Israele: 985 razzi hanno raggiunto il territorio israeliano, 225 sono stati intercettati dalle batterie di difesa, mentre gli altri sono caduti in zone aperte.

8.27 - SIRENE D'ALLARME A TEL AVIV. Le sirene di allarme risuonano stamane a Tel Aviv e nei sobborghi vicini dopo che le batterie di difesa hanno identificato il lancio di razzi da Gaza.

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