Cocaina 140716204517
CRONACA 16 Luglio Lug 2014 2000 16 luglio 2014

Milano, prete arrestato per spaccio di cocaina

Ha confessato: era a coca-party da amici.

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Il sacerdote, 45enne e originario di Monza, fermato per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

Un parroco di Carciano vicino a Stresa, località sul Lago Maggiore in provincia di Verbania, è stato arrestato a Milano in flagranza di reato per spaccio e detenzione di cocaina. Il sacerdote, il 45enne don Stefano Maria Cavalletti (originario di Monza) ha confessato. Si trovava a un 'coca-party' a casa di amici.
COCA COME ANTIDEPRESSIVO. Quando i vicini, allarmati per il gran rumore e le urla, hanno chiamato il 113, il sacerdote tentato di sbarazzarsi della 'polvere bianca' e di distruggere il suo passaporto.
Accusato di detenzione di droga ai fini dello spaccio, il prete ha sostenuto di aver cominciato ad assumere la cocaina come forma di «autoterapia» perché depresso. La vicenda risale a giovedì 10 luglio.
UN INVITATO HA DATO IN ESCANDESCENZA AL COCA-PARTY. Don Stefano mancava ormai da alcuni giorni dalla chiesa di San Giuseppe e Biagio, dove domenica 13 luglio non aveva celebrato la messa. È stata la diocesi di Novara, la sera del 15, a rendere noto il suo arresto. Nessuno, però, ne conosceva i motivi, neppure la sua curia, che in un comunicato si limitava ad affidare il prete «nella preghiera al Signore», in attesa di fare «chiarezza sull'accaduto». Secondo la ricostruzione della polizia e del pm milanese Cristiana Roveda, di turno quel giorno, il sacerdote si trovava a casa di conoscenti in Piazza Anghilberto, a Milano appunto. Durante la serata in cui si è fatto uso di cocaina, uno degli invitati, sotto gli effetti della droga, si è sentito male al punto da dare in escandescenza.
LA POLIZIA ALLERTATA DAI VICINI. I vicini, allarmati per il rumore, attorno alle 23 hanno così chiamato il 113. Gli agenti della volante entrati nell'appartamento hanno trovato gran parte della polvere bianca nel wc e altre tracce sparse per casa. Inoltre nel gabinetto hanno rinvenuto il passaporto del sacerdote, poi arrestato, fatto a pezzi. Il parroco, che poi ha ammesso, così come gli altri ospiti sentiti come testimoni, avrebbe tentato di sbarazzarsi della 'polvere bianca' e, temendo di essere identificato, anche del documento di identità. Il pm Roveda ha quindi chiesto la convalida dell'arresto al gip Paolo Guidi che ha disposto il carcere. Don Stefano, interrogato, ha spiegato di aver cominciato ad assumere droga in quanto depresso per via dei suoi guai con la giustizia.
NEL 2013 AVEVA TRUFFATO UN'ANZIANA. Nel settembre del 2013, il prete è stato infatti condannato in primo grado per una truffa nei confronti di un'anziana signora che aveva convinto, grazie alla tonaca, a versare, tramite bonifico, 22 mila euro sul suo conto corrente.

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