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INDAGINI IN CORSO 16 Luglio Lug 2014 1031 16 luglio 2014

Romano ferito a Napoli: gli ultrà non c'entrano

Smentita la versione del 36enne.

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Uno striscione degli ultrà del Napoli per Ciro Esposito.

Nessuna vendetta ultrà per il 36enne romano ferito il 15 luglio a Napoli. Dopo i primi accertamenti, la Digos della questura partenopea ha escluso che il ferimento di R.P. sia da collegare a rivalità tra tifosi. Proseguono intanto le indagini per chiarire del tutto le modalità dell'episodio,
LA VERSIONE SMENTITA. Il giovane, medicato nell'ospedale Loreto Mare e subito dimesso con una prognosi di cinque giorni, aveva detto ai medici di essere stato aggredito nei pressi della stazione ferroviaria di piazza Garibaldi da un gruppo di persone che lo avevano preso di mira sentendolo parlare con accento capitolino, e che ferendolo avrebbero detto «questo è per Ciro». Una frase che avrebbe collegato il gesto alle tensioni tra tifoserie dopo la terribile aggressione nella finale di Coppa Italia costata la vita a Ciro Espositoil tifoso azzurro colpito gravemente fuori dello stadio Olimpico e morto dopo una lunga agonia.
DIVERSO IL LUOGO DELL'AGGRESSIONE. Gli elementi raccolti finora dagli investigatori partenopei però hanno smentito questa versione, a cominciare dal luogo delferimento, che non è avvenuto a piazza Garibaldi. Si sa che R.P. era in compagnia di un amico e non si esclude che il taglio - lieve, tra l'anca e la coscia sinistra - possa essere stato provocato da cause accidentali o collegato a un diverbio di natura personale. L'esatta dinamica dovrebbe essere ricostruita nelle prossime ore, ascoltando il diretto interessato. R.P. si trova a Roma, e dovrebbe essere sentito dagli investigatori della capitale.

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