SENTENZA 16 Luglio Lug 2014 1127 16 luglio 2014

Srebrenica, l'Aja condanna l'Olanda

Paese civilmente responsabile.

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La giustizia dell'Aja ha riconosciuto l'Olanda civilmente responsabile per la morte di 300 uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica nel 1995. Per il giudice «lo Stato è responsabile della perdita subita dai familiari dei deportati dai serbi di Bosnia dal Dutchbat a Potocari nel pomeriggio del 13 luglio 1995» perché i caschi blu avrebbero dovuto proteggerli.
NON LI HANNO PROTETTI. I peacekeeper olandesi (Dutchbat) non avrebbero fatto abbastanza per proteggere i musulmani di Bosnia quando la città è stata assediata dalle truppe serbo-bosniache. I rifugiati nel quartier generale olandese sono stati consegnati ai serbi che li hanno portati nel villaggio di Potocari (a 6 km da Srebrenica) e uccisi. La corte ha stabilito che le forze olandesi dovevano essere consapevoli del potenziale genocidio che sarebbe stato commesso.
OLTRE 8 MILA VITTIME. Il massacro di Srebrenica è stato un crimine di guerra nell'ambito della Guerra in Bosnia ed Erzegovina, in cui migliaia di musulmani bosniaci furono uccisi da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic, nella zona protetta di Srebrenica che si trovava sotto la tutela delle Nazioni Unite. Si tratta del più grande massacro (oltre 8 mila vittime) avvenuto in tutta Europa dal termine della Seconda Guerra mondiale.
PRIMO PAESE SANZIONATO. Anche se i soldati olandesi avrebbero dovuto denunciare direttamente i crimini di guerra, lo Stato olandese non può esser giudicato responsabile complessivamente della strage perché tale iniziativa non avrebbe comportato un intervento militare diretto dell'Onu e non avrebbe perciò impedito il genocidio. L'Olanda è già stata condannata nei mesi scorsi a risarcire i familiari di tre musulmani uccisi dopo essere stati cacciati da una base militare dei caschi blu olandesi, diventando così il primo Paese sanzionato per il comportamento dei suoi militari in missione su mandato Onu.

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