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POLEMICA 17 Luglio Lug 2014 1115 17 luglio 2014

Instagram, Samm Newman: «Discriminata perché grassa»

Il caso della 19enne dell'Ohio. Il suo profilo rimosso dal social.

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Una delle fotografie postate da Samm Newman che Instagram aveva rimosso.

Discriminata perché grassa. Samm Newman, una studentessa dell'Ohio di 19 anni, ha accusato Instagram di aver rimosso i suoi selfie in mutande e reggiseno solo perché la sua taglia non sarebbe stata esteticamente gradevole. E corrispondente ai canoni di magrezza che dominano il mercato dell'immagine femminile.
TAGLIA 58. La ragazza, taglia 58, ha raccontato alla stampa di essere stata vittima di bullismo al liceo per il suo peso, ma che la sua autostima è migliorata dopo aver iniziato a frequentare l'Università dell'Ohio, dove avrebbe incontrato, proprio grazie ai social network, una comunità di persone capaci di darle fiducia. Proprio Instagram è diventato il suo «posto sicuro», il luogo in cui si sentiva a suo agio a postare immagini del proprio corpo. Fino a pochi giorni fa, quando le sue foto sono state rimosse.
LE SCUSE DI INSTAGRAM. Instagram, come tutti i social network, ha delle linee guida contro la condivisione di imagini che mostrano nudità, e ha spiegato di aver rimosso le foto e bloccato l'account di Samm per «violazione delle linee guida della comunità». Salvo poi, una volta esplosa la polemica, tornare sui propri passi e scusarsi, affermando che «il contenuto era stato erroneamente rimosso».
«GRASSO È BELLO». «Grasso non è una brutta parola», ha dichiarato la ragazza. «Come puoi costruirti un'autostima se continui a censurare le tue immagini perchè pensi che la gente non voglia vederle?». Già. Circa quattro mesi fa Samm Newman aveva fatto anche di più. Aveva trovato online un gruppo di giovani donne, attraverso alcuni hashtag come #bodylove e #pizzasister4lyfe, e insieme avevano cominciato a seguirsi a vicenda e a postare immagini del proprio corpo in sovrappeso, scambiandosi complimenti nella sezione commenti.
NON È LA PRIMA VOLTA. Quello di Samm Newman non è il primo caso scivoloso per Instagram.
Nel 2009 la 29enne Meghan Tonjes, di Los Angeles, aveva condiviso un'immagine ribatezzata «butt selfie», che la ritraeva in slip neri e maglietta. Gli hashtag usati come didascalia erano #honormycurves e #effyourbeautystandards. Anche il quel caso Instagram aveva deciso di rimuovere l'immagine per violazione della regole sulla nudità. Salvo poi essere costretta a scusarsi.

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