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SOCIETÀ 17 Luglio Lug 2014 1000 17 luglio 2014

Regno Unito, il club delle gambe pelose

Il progetto The Hairy Legs club spopola in Rete.

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da Londra

Un'altra foto postata su hairylegsclub.

Estate: via pantaloni e calze, gambe all'aria! Che fatica però, renderle «presentabili»: le dolorose (e costose) sedute dall’estetista non sono certo da augurare a nessuno.
Che fare, allora? Un’opzione potrebbe essere entrare a far parte del The Hairy Legs club, tradotto, il club delle gambe pelose.
Il progetto, nato da una pagina Tumblr, sta spopolando sulla stampa internazionale e sui social media: basta scattare una foto alle proprie gambe non depilate e pubblicarla sul sito per dare il proprio contributo al messaggio femminista del blog.
BELLE E AL NATURALE. L’intento primario di Sarah, la blogger ideatrice del progetto, è di incoraggiare le donne ad accettare la propria bellezza al naturale, anche quando si tratta di peli. «Questo blog è dedicato alle donne con gambe molto pelose» ha scritto senza giri di parole nella presentazione della pagina Tumblr.
E il suo messaggio ha trovato un grande riscontro online, con centinaia di donne che hanno preso coraggio e hanno postato le foto delle loro gambe.
UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA. «Sono così commossa. Per tutta la vita mi sono sentita sbagliata, diversa, sola, brutta», ha commentato una utente. «Scoprire questo blog mi ha fatto piangere. Non sono sola. Non mi devo vergognare. Non devo avere paura. Posso essere fiera».
Ma non si tratta solo di una moda o di una provocazione post-femminista. Il progetto ha infatti intercettato un malessere diffuso nella società britannica: la mancanza di fiducia in se stessi.

Il 33% delle ragazze britanniche soffre di insicurezza

Uno scatto postato sulla pagina Tumbrl del club delle gambe pelose.

Secondo quanto pubblicato in un report dell’associazione Girlguiding nel 2013, un numero sempre più elevato di ragazze britanniche soffre di insicurezza: la percentuale delle intervistate che hanno dichiarato di non essere felici del proprio aspetto esteriore ha toccato il 33%, contro il 29% del 2012 e il 26% del 2011.
LO STEREOTIPO FEMMINILE. Il fattore scatenante è sempre lo stesso: l’immagine femminile trasmessa dai media, dalla perfezione delle modelle (spesso photoshoppate) sulle riviste patinate agli scatti rubati alle celebrity in bikini sulla spiaggia.
E non importa se la cellulite fa capolino anche sul lato B di una vip. Anzi, è proprio la condanna mediatica dell'imperfezione a causare le conseguenze peggiori.
Se la pancetta di una celebrity finisce sulla stampa, allora anche le comuni mortali devono vergognarsi del chilo di troppo o di forme eccessivamente generose.
OBIETTIVO: ACCETTARSI. Per questo sono nate tante iniziative volte ad aiutare chi ha bisogno di accettarsi così com'è, soprattutto le donne, alle quali viene sempre richiesto un controllo dell’immagine superiore rispetto agli uomini.
The Hairy Legs club segue la pagina Facebook Women Against Non-essential Grooming, donne contro l'inutile cura del corpo.
Non solo. Pochi mesi fa è stata lanciata la campagna #nomakeup selfie, in cui si invitavano le signore a fotografarsi senza trucco e pubblicare gli scatti sui social per sostenere la ricerca contro il cancro nel Regno Unito: il progetto ha avuto successo e ha raccolto oltre 8 milioni di sterline.
LE VOCI CONTRO. Eppure la battaglia per la bellezza nature incontra anche qualche voce critica. Una parte della stampa britannica, infatti, ha sottolineato che per liberarsi dagli stereotipi non basta combatterli. E ha invitato i netizen a guardare le foto di gambe non depilate ed esprimere la prima reazione. «Probabilmente sarà qualcosa di simile alla vergogna, e persino al disgusto».
Forse, vedere una serie di foto di gambe pelose non basta, così come non lo è celebrare cellulite e smagliature sulle cosce perché «ce le hanno tutte».

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