Obama Putin 140415223528
TRAGEDIA 18 Luglio Lug 2014 2029 18 luglio 2014

Aereo abbattuto in Ucraina, Obama accusa i filorussi

Boeing malese. «Missile dei ribelli».

  • ...

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa, Barack Obama.

Gli Stati Uniti hanno accusato i separatisti filorussi per il disastro del Boeing malese abbattuto con 298 persone a bordo sui cieli dell'Ucraina orientale da un missile terra-aria. Secondo fonti dell'intelligence americana, il razzo è partito da un'area controllata dai filorussi. A sostegno di questa tesi ci sono delle intercettazioni telefoniche in cui gli stessi separatisti si attribuiscono la responsabilità dell'accaduto. La Russia, sotto assedio per il suo sostegno alla causa separatista, sta mantenendo un profilo basso invocando la pace, mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha chiesto un'indagine internazionale indipendente.
OBAMA PREME PER LA TREGUA. Si stringe quindi il cerchio intorno ai filorussi, che da mesi combattono una guerra civile contro Kiev nell'Ucraina orientale. L'intelligence americana, in particolare, ha rilevato che il velivolo della Malaysia Airlines è stato certamente abbattuto da un missile terra-aria lanciato dal territorio in mano ai separatisti, e «molto probabilmente» sono stati loro. Concetto ribadito dal presidente Barack Obama, che poi ha puntato il dito contro la Russia. Pur sollecitando un'indagine internazionale credibile e imparziale, Obama ha esortato Putin a «concordare con i filorussi un immediato cessate il fuoco», anche perché «la Russia finora non ha fatto nulla per imboccare la strada della pace». Altrimenti, ha ammonito Obama, le sanzioni aumenteranno. Da Mosca, invece, si è registrata un'attenuazione dei toni rispetto alle ore immediatamente successive all'accaduto.
L'ONU CHIEDE UN'INCHIESTA INDIPENDENTE. Il disastro aereo è finito anche sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che in una riunione d'emergenza ha sollecitato «un'inchiesta internazionale completa e indipendente». A Palazzo di Vetro, tra l'altro, l'ambasciatore ucraino ha portato la 'pistola fumante' che per Kiev inchioderebbe i filorussi: delle intercettazioni telefoniche tra miliziani di Donetsk e intelligence russa in cui i primi affermano di «aver buttato giù» un aereo civile. L'ambasciatore russo, da parte sua, ha accusato il governo ucraino di non aver chiuso lo spazio aereo sopra la zona degli scontri.
SCATOLA NERA NELLE MANI DEI SEPARATISTI. Come prova di buona fede, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha fatto sapere che Mosca non vuole prendere in consegna la scatola nera del velivolo, che si trova nelle mani dei separatisti e che deve essere analizzata dagli esperti internazionali.
Sul terreno, i leader dell'autoproclamata 'Repubblica di Donetsk' hanno respinto la richiesta di cessate il fuoco avanzata da Washington e Bruxelles, ma hanno concesso l'ingresso agli ispettori dell'Osce nell'area del disastro.

Correlati

Potresti esserti perso