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COINCIDENZE 18 Luglio Lug 2014 1622 18 luglio 2014

Boeing MH17, le storie dei passeggeri

Morti per un cambio. O salvi per l'overbooking.

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Izzy Sim con il neonato all’aeroporto di Amsterdam, salvi insieme al marito della donna perchè il volo MH17 era al completo.

Dietro al disastro del Boeing della Malaysia airlines abbattuto il 17 luglio, il cui bilancio è di 298 vittime, ci sono tante storie intrecciate: quelle dei suoi passeggeri.
C'è chi, prendendo quel volo o rinunciandoci, è scampato alla tragedia e chi invece le è andato incontro, complici assurde coincidenze.
SALVATI DALL'OVERBOOKING. Si è salvata la vita grazie all'overbooking una coppia inglese con il figlioletto di appena tre mesi, che non è salita sull'aereo precipitato perché, essendo pieno, avrebbero imbarcato solo uno dei genitori con il bebè.
I due - Barry Sim e sua moglie Izzy - volevano viaggiare assieme, quindi hanno optato per il volo della sera della Klm, nonostante fossero clienti affezionati della Malaysia Airlines.
«CI HANNO BENEDETTO». «Qualcuno ci ha benedetto», ha detto Barry alla stampa olandese, raccontando di aver avuto un malore alla notizia dell'aereo precipitato che lui, la moglie e il figlio avevano evitato.

Jet lag e biglietto troppo caro: meglio prendere un altro volo...

Le valigie dei passeggeri morti a bordo del Boeing MH17.

Salva anche un'altra coppia, marito e moglie australiani in viaggio di nozze in Europa: era prenotata sul volo MH17 ma all’ultimo momento ha deciso di anticipare il rientro di un giorno per non sentire troppo il jet lag al rientro al lavoro, lunedì.
Secondo quanto ha riportato la stampa locale, il 29enne ciclista olandese Maarten de Jonge, che voleva prendere il volo Malaysia, per risparmiare 300 euro ha deciso di comprare quello della domenica.
UN CAMBIO ALL'ULTIMO. Lo steward Sanjid Singh, 41 anni, è salito invece sul volo MH17 soltanto per una casualità. Un suo collega gli aveva chiesto un cambio all’ultimo minuto e lui ha acconsentito, inconsapevole del fatto che quel favore gli sarebbe costato la vita.
SUA MOGLIE ERA SUL MH370. Per una strana, assurda coincidenza, sua moglie, anche lei hostess della Malaysia airlines, scampò all’altra tragedia aerea, quella del volo MH370 scomparso l'8 marzo 2014 dai cieli sopra l’Oceano Indiano, scambiando il proprio turno con una collega.
Lui è morto, lei si è salvata, ma si trova sotto choc.
MORTI ANCHE 11 ANIMALI. Oltre alle 298 vittime, nel disastro aereo hanno perso la vita anche 11 animali che si trovavano a bordo: due cani, cinque uccelli e quattro piccioni.
Risultava imbarcata pure una partita di erba, proveniente da Amsterdam, dove la marijuana è legale.

Tra i passeggeri c'era Joep Lange, pioniere della lotta all'Hiv

Joep Lange, ricercatore olandese fra i pionieri della lotta all'Hiv, in una foto tratta dal profilo facebook aperto in suo onore dopo la notizia della morte

Nel cordoglio della comunità scientifica per i sei delegati della conferenza mondiale sul'Aids di Melbourne che erano sull'aereo, il nome che ricorre di più è quello di Joep Lange, ricercatore olandese fra i pionieri della lotta all'Hiv ed ex presidente della International Aids Society che organizza la conferenza.
OLTRE 350 PUBBLICAZIONI. Lange, che viaggiava con la moglie, aveva più di 350 pubblicazioni nel campo delle terapie antiretrovirali.
«Per me Joep era come un fratello», ha ricordato da Melbourne Stefano Vella, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità e fra gli estensori delle linee guida Oms sull'Aids.
«Era un paladino dell'accesso alle cure e del riconoscimento dei diritti umani, paradossalmente non garantiti in Russia e Ucraina».
CONFERENZA CONFERMATA. Lange aveva fondato nel 2001 anche la Ong internazionale Pharmaccess per l'accesso alle cure. «Il Professor Lange è stato uno degli artefici dello studio dell'Aids e dell'impatto sociale che questa malattia ha comportato a livello mondiale», ha affermato Umberto Tirelli, direttore scientifico del Cro di Aviano.
La conferenza, ha fatto sapere la Ias, non è stata cancellata anche per rispetto alle vittime. «Qui ci sono 15 mila delegati, tutti ovviamente affranti», ha raccontato Vella, «ma andremo avanti anche in onore di queste persone, certo in tono minore. Li ricorderemo lavorando».

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