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INFANTICIDIO 18 Luglio Lug 2014 0650 18 luglio 2014

Pescara, padre soffoca il figlio nel sonno

Pescara, 47enne soffoca il figlio di 5 anni nel sonno.

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Una volante della polizia.

La Squadra Mobile di Pescara ha fermato un uomo di 47 anni, Massimo Maravalle, che ha confessato di aver soffocato nel sonno il figlio adottivo di cinque anni di origine russa. La polizia è intervenuta nell'appartamento in via Petrarca dopo l'allerta del 118, chiamato dalla madre. I sanitari insospettiti hanno subito chiamato la polizia.
Le indagini sono coordinate dal pm di Pescara Luca Papalia. L'uomo è stato portato in Questura a Pescara e ha solo detto di essere stato colto da un raptus. A insospettire prima il 118, chiamato dalla madre, poi la volante intervenuta, è stato l'atteggiamento «stranamente impassibile» dell'uomo ed ecchimosi sul collo del piccolo.
L'UOMO AVEVA PROBLEMI PSICHIATRICI. La squadra mobile diretta da Pierfrancesco Muriana ha accertato che l'uomo, un informatico, era sotto controllo sanitario per delle patologie psichiatriche, e in particolare da un psicosi atipica. Condizione precedente all'adozione della piccola vittima.
Le indagini fin qui svolte, e coordinate dal pm Luca Papalia, hanno stabilito che l'uomo aveva interrotto i farmaci da 4 giorni.
L'uomo durante l'interrogatorio non ha dato nessuna spiegazione del gesto se non che è stato colto da un raptus che lo ha portato, mentre la moglie dormiva, a prendere un cuscino e uccidere nel sonno il piccolo.
La piccola vittima si chiamava Maxim ed era stata adottata nel maggio del 2012. Secondo una prima ricostruzione sembra fosse un bambino tranquillo che non dava nessun tipo di problema, tantomeno per scatenare alcuna reazione da parte del padre adottivo.

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