Immigrazione Pozzallo 140701185310
EMERGENZA 20 Luglio Lug 2014 1624 20 luglio 2014

Immigrazione, arrestati tre scafisti del peschereccio naufragato

Arrestati i presunti trafficanti. Sul barcone 29 cadaveri.

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Pozzallo (Ragusa): il peschereccio con a bordo una trentina di cadaveri di migranti (1 luglio 2014).

Un'altra giornata di sbarchi e di morti: in centinaia sono arrivati sulle coste italiane il 20 luglio. Un bimbo di un anno è giunto cadavere a Messina, dove nel pomeriggio sono arrivati su una petroliera i circa 400 migranti soccorsi il 19 luglio nel Canale di Sicilia su un barcone in cui 29 persone sono morte per asfissia. Il bimbo era con la madre e non si conoscono ancora le cause del decesso.
ALMENO 700 NUOVI SBARCHI. A Palermo è stata accolta una nave con a bordo oltre 100 migranti. Gli stranieri tra cui 8 donne hanno raggiunto il porto siciliano a bordo del mercantile Sea Phoenix e sono stati alloggiati nelle strutture della Caritas.
A Pozzallo invece sono sbarcati 203 nigeriani, soccorsi da una nave petroliera battente bandiera di Singapore, che li ha recuperati su due gommoni a 45 miglia a nord della Libia. I due centri di accoglienza in provincia di Ragusa, Pozzallo e Comiso, sono pieni e è probabile che i nuovi arrivati verranno trasferiti in pullman verso altri centri siciliani. Sempre in Sicilia, ma a Messina è arrivata la nave protagonista del naufragio.
Per organizzare l'accoglienza dei profughi, il 19 luglio, in prefettura è stata fatta una riunione a cui hanno partecipato rappresentanti del Comune, della Capitaneria di Porto, della Marina Militare, della Croce Rossa, della Protezione Civile e dell'Asp. I migranti saranno ospitati nella scuola media 'G. Pascoli'. Il vettovagliamento e le altre attività di assistenza saranno garantiti dalla Croce rossa.
ARRESTATI GLI SCAFISTI DI GENOVA. Ma mentre si attivano le reti di solidarietà si allungano anche quelle criminali. Tre stranieri di nazionalità egiziana, uno dei quali presumibilmente minorenne, sono stati fermati dalla squadra mobile di Genova con l'accusa di essere gli scafisti del peschereccio naufragato in Sicilia i cui profughi sono stati raccolti da una petroliera. I tre sono stati traditi da alcune testimonianze di profughi che si trovavano sulla nave e che al termine di un lungo interrogatorio li hanno indicati alla polizia. I tre dovranno rispondere di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina a scopo di lucro.

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