Vladimir Putin e Barack Obama
DOPO L'INCIDENTE 21 Luglio Lug 2014 1755 21 luglio 2014

Boeing Malaysia Airlines, Obama accusa la Russia

Scambio di accuse Usa-Mosca.

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Accuse incrociate dopo l'abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha affermato che «la Russia ha influenza sui separatisti, li ha addestrati, ha fornito loro materiale militare. Mosca e Vladimir Putin hanno responsabilità diretta per costringere i separatisti a collaborare. Non bastano le parole, ora servono i fatti», senza ostacolare le indagini perché «il mondo ha il diritto di sapere cosa sia veramente successo».
In una conferenza stampa alla Casa Bianca, Obama ha avvertito: «Se la Russia continua ad appoggiare i separatisti il costo per il suo comportamento potrà solo aumentare».
Di tutt'altro tipo la versione di Mosca, destinata ad alimentare ulteriormente le polemiche: nessun missile sarebbe passato nei pressi del Boeing, avvicinato invece da un caccia ucraino.
Intanto i ribelli filorussi hanno consegnato le scatole nere agli esperti di Kuala Lumpur.
AEREO RILEVATO DAI SATELLITI. I satelliti russi, ha spiegato il ministero della Difesa, hanno rilevato un aereo da attacco Su-25 che volava in direzione del boeing malese che poi è precipitato. Inoltre, al momento del disastro, una batteria di missili ucraini Buk erano dispiegati verso Donetsk, in un'area dove i ribelli hanno il loro quartier generale, hanno aggiunto ancora le autorità russe, come riporta l'Interfax.
«NESSUN MISSILE AI RIBELLI». La Russia ha inoltre smentito di aver fornito ai separatisti ucraini i missili Buk sospettati da Kiev e Washington di essere stati usati per abbattere l'aereo. Mosca «non ha fornito agli insorti sistemi missilistici Buk o altro materiale militare», ha detto il generale Andrei Kartapolov dello stato maggiore russo.
Il ministero della Difesa russo ha infine reso noto che al momento del disastro aereo satelliti americani sorvolavano la zona, e ha chiesto a Washington di condividere eventuali immagini documentate.
L'UE ALZA LA VOCE. Anche l'Europa ha alzato la voce contro Mosca. Angela Merkel, David Cameron e François Hollande hanno chiesto alla Russia di permettere l’accesso agli ispettori Osce sul luogo del disastro, altrimenti l’Ue «ne trarrà le conseguenze».
Mentre l'Ucraina ha ordinato il cessate il fuoco nella zona della tragedia, il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini ha affermato che la reazione europea alla crisi ucraina «sarà coordinata, unitaria e forte» con la possibilità di nuove sanzioni nei confronti della Russia colpendo interi settori economici.
Il premier olandese Mark Rutte ha detto che «tutte le opzioni politiche, economiche e finanziarie sono sul tavolo» per 'punire' i responsabili dell'abbattimento dell'aereo e del ritardo nelle indagini. È in questo quadro che i ministri degli Esteri dei 28 si incontrano il 22 luglio a Bruxelles.
L'ONU CHIEDE ACCESSO AL LUOGO DELL'INCIDENTE. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha invece approvato all'unanimità una risoluzione che condanna l'abbattimento dell'aereo in Ucraina e chiede un accesso immediato e senza restrizioni al luogo dell'incidente.

Treno coi cadaveri verso Kharkiv

Intanto il treno refrigerato che trasporta oltre 280 corpi di vittime del volo MH17 ha lasciato Torez, nella zona ribelle. Il treno, secondo fonti ucraine, è diretto a Kharkiv, città in mano alle forze lealiste, dove i cadaveri devono essere esaminati prima della restituzione alle famiglie. Il 21 luglio una squadra di inquirenti olandesi, accompagnati da rappresentanti dell'Osce, ha effettuato un primo esame dei corpi sui vagoni.
La partenza, bloccata finora dal braccio di ferro tra i ribelli e Kiev, era attesa con impazienza e con rabbia dai familiari delle vittime, come un primo atto verso una sepoltura degna dei propri cari. Ma restano ancora incongruenze tra i dati delle varie fonti: Kiev riferisce che nei cinque vagoni refrigerati ci sono 252 corpi, mentre gli esperti internazionali parlano di 282.
I RIBELLI CONSEGNANO LE SCATOLE NERE. Se agli olandesi saranno affidati i corpi delle vittime, alle autorità della Malaysia sono andate le scatole nere (consegnate dai ribelli agli esperti di Kuala Lumpur) per cercare di ricostruire la dinamica di un dramma su cui fino ad ora non c'è chiarezza, ma solo un rimpallo di responsabilità. I filorussi hanno anche annunciato il cessate il fuoco in un raggio di 10 chilometri nella zona in cui è precipitato il Boeing.
FT: ECCO LA PROVA DEL MISSILE. A dare credito all'ipotesi che l'aereo sia stato abbattuto da un missile terra-aria si sono aggiunti esperti citati dal quotidiano britannico Financial Times sulla base di una foto di un resto del Boeing malese. L'ipotesi è credibile, hanno detto, ma il foro, largo quasi un metro, e i segni di bruciature intorno, non può comunque essere considerato come la prova conclusiva.

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