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GIUSTIZIA 21 Luglio Lug 2014 1610 21 luglio 2014

Caso Uva, processo per 7 agenti e 1 carabiniere

Ipotesi omicidio preterintenzionale. Udienza il 20 ottobre.

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Il giudice per le udienze preliminari di Varese, Stefano Sala, ha rinviato a giudizio sei poliziotti e un carabiniere imputati per omicidio preterintenzionale e altri reati in relazione alla morte di Giuseppe Uva avvenuta il 14 giugno 2008. Il giudice ha respinto quindi la richiesta di non luogo a procedere avanzata dal procuratore di Varese facente funzioni Felice Isnardi.
IMPUTATI DI OMICIDIO. Il gup ha fissato quindi per il 20 ottobre la data della prima udienza del processo in corte d'Assise. Il carabiniere e i sei poliziotti sono stati quindi rinviati a giudizio per tutti i reati contestati nel capo di imputazione: omicidio preterintenzionale, abbandono di incapace, arresto illegale e abuso di autorità.
ACCOLTE LE RICHIESTE DEI FAMILIARI. Il giudice ha accolto così in toto le richieste delle parti civili, i familiari di Giuseppe Uva, secondo i quali l'uomo avrebbe subito violenze in caserma da parte degli agenti e del carabiniere, che lo avevano fermato ubriaco per strada a Varese. Il procuratore facente funzione e i difensori degli imputati avevano chiesto invece il proscioglimento da tutte le accuse.
«AFFRONTIAMO IL PROCESSO CON ONORE». L'avvocato Luca Marsico, uno dei difensori degli imputati, ha spiegato che la sua parte ha preso atto «di questa decisione che non ci aspettavamo, ora affronteremo il processo a testa alta».
Un altro militare accusato degli stessi reati, che aveva scelto la strada del giudizio immediato, è destinato ad essere processato assieme agli altri imputati.
LA SORELLA SODDISFATTA. La sorella di Uva, Lucia, e i suoi legali, al termine dell'udienza preliminare hanno stappato una bottiglia di spumante per un brindisi in piazza Cacciatori delle Alpi, davanti al Palazzo di giustizia della città. «Dopo tanti anni ce l'abbiamo fatta - ha commentato Lucia Uva -. Dedico questo processo al pm di Varese Agostino Abate che non ha mai voluto cercare la verità, perché mio fratello non ha mai fatto atti di autolesionismo ma è stato picchiato in caserma».
QUELLA NOTTE MALEDETTA DEL 14 GIUGNO 2008. I carabinieri, la notte del 14 giugno 2008, fermarono l'artigiano Giuseppe Uva, 43 anni, e l'amico Alberto Biggiogero mentre, ubriachi, spostavano delle transenne per regolare il traffico. Sette ore dopo l'uomo morì in ospedale, dove era stato ricoverato con trattamento sanitario obbligatorio, a causa di insufficienza respiratoria con conseguente edema polmonare provocata da una serie di cause scatenanti. Secondo i familiari Uva avrebbe subito violenze in caserma da parte dei carabinieri e dei poliziotti che intervennero a supporto dei militari. La procura di Varese, invece, non aveva riscontrato irregolarità nel comportamento delle forze dell'ordine.
Ora devono affrontare il processo davanti alla Corte d'Assise di Varese i carabinieri e i poliziotti, tutti ancora in servizio, che condussero l'intervento: Paolo Righetto, Stefano Dal Bosco, Giocchino Rubino, Luigi Empirio, Pierfrancesco Colucci, Francesco Barone Focarelli, Bruno Belisario e Vito Capuano.

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