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OPERAZIONI A RILENTO 21 Luglio Lug 2014 1620 21 luglio 2014

Concordia, altro rinvio: partenza il 23 luglio

Altri ritardi: la partenza dal Giglio slitta al 23 luglio.

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I lavori sul relitto della Costa Concordia.

Ancora un rinvio per la partenza della Concordia: è previsto che la nave parta dal Giglio verso Genova solo mercoledì 23 luglio. La decisione, secondo quanto si apprende, sarebbe legata ai ritardi delle operazioni di rigalleggiamento e non alle condizioni meteo previste per le prossime ore.
Dall'acqua devono ancora riemergere tre metri di scafo e c'è da fissare uno dei cassoni di poppa che consentono il rigalleggiamento. Tra l'altro, a causa del vento forte durante la notte tra domenica 20 e lunedì 21 luglio, i lavori si sono dovuti fermare. Al momento la Concordia è riemersa di quasi 11 metri e il Ponte 4 è interamente fuori dall'acqua.
GABRIELLI: «RINVIO DI 24 ORE È PRUDENZIALE». L'ipotesi di un rinvio era già stata messa sul tavolo nella riunione operativa che si è tenuta nella mattinata di lunedì 21 luglio. Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, lo ha poi confermato nella conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione nel pomeriggio: «Ci siamo presi ulteriori 24 ore di tempo, questo ci garantisce il tempo necessario per programmare le attività», ha precisato. «Ci siamo assunti l'onere di una valutazione prudenziale condivisa da tutti».
THAMM: «CONCORDIA A GENOVA DOMENICA 27 LUGLIO». L'amministratore delegato di Costa, Michael Thamm, ha poi affermato che l'arrivo della nave a Genova è previsto per domenica 27 luglio.
Una sorta di rassicurazione agli isolani del Giglio e al sindaco che da due anni e mezzo sopportano la vista del relitto. Una pena infinita. Tanto che il primo cittadino gigliese Sergio Ortelli, alla notizia dell'ennesimo rinvio, aveva sbottato: «La Concordia ci fa penare fino all'ultimo momento, non nascondo una certa irritazione. Ho fiducia che tutto si possa concludere nel minor tempo possibile, ma spero di non dover spostare ancora l'asticella della nostra pazienza». A rasserenare un po' sindaco e isolani ci ha provato Thamm, spiegando: «Vorrei ricordare che questa operazione non ha precedenti, con la fretta si fanno gli errori, ciò che ha prevalso è l'obiettivo finale: arrivare a Genova nella massima sicurezza».

GABRIELLI: «L'ANGOLO DI VISUALE DI SLOANE È CONFLIGGENTE AL NOSTRO». I responsabili della rimozione del relitto hanno promesso che l'asticella della pazienza dei gigliesi resterà là dov'è. Il rinvio è stato deciso solo «per una valutazione prudenziale - ha spiegato Gabrielli - .Non perché nelle prossime ore non si possano concludere gli interventi, ma perché non ce la siamo sentita di prendere una decisione a mezzanotte o all'una». C'è un motivo: al Giglio arrivano gli approvvigionamenti, come quello del combustibile, che vanno programmati con un certo anticipo. «Ecco che se il regista dell'operazione di rimozione del relitto, Nick Sloane, può anche decidere all'ultimo momento di partire, la protezione civile non può farlo, perché deve pensare anche a chi sul Giglio ci vive. L'angolo di visuale di Sloane è confliggente con il nostro», ha scherzato Gabrielli.
Lo slittamento è legato ai ritardi dovuti al meteo: nei giorni scorsi, il brutto tempo ha rallentato i lavori. Solo per quel motivo però, nel senso che per il 22 luglio le previsioni sono buone. Addirittura in miglioramento per i giorni successivi, quelli della traversata per Genova. «I ritardi ci sono stati», ha ammesso Gabrielli, «ma l'ultima cosa che può essere detta è che non ci sia stata trasparenza».


POLEMICA CON SÉGOLÈNE ROYAL. Mentre al Giglio si fanno i conti con i ritardi nei lavori, fuori dall'isola c'è la polemica del ministro dell'ambiente francese, Ségolène Royal. Un'imbarcazione della marina d'Oltralpe sarà «incaricata di sorvegliare il convoglio al momento del passaggio a largo delle coste dell'Alta Corsica», ha detto il ministro, specificando che pure lei sarà a bordo, in collegamento con il collega della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Poi è arrivata la richiesta di diciotto sindaci corsi per «il rinvio delle operazioni di rimorchio». La risposta italiana è stata prima seriosa, «le rotte», ha detto l'ammiraglio Giovanni Pettorino, «prevedono navigazione al di fuori delle acque territoriali francesi». Poi scherzosa: «Al galletto francese», ha aggiunto Gabrielli giocando sul nome del ministro italiano all'Ambiente, Gian Luca Galletti, «risponderemo con il nostro Galletti».
GABRIELLI SUL TURISTA FINTOSI COMANDANTE: «UN PERACOTTATA». Con un sorriso amaro Gabrielli ha messo la faccia sulla sceneggiata dell'olandese Hans Bosch, l'uomo che domenica 20 luglio si è presentato davanti ai giornalisti di tutto il mondo sostenendo di essere il comandante del rimorchiatore cui spetta la responsabilità dell'intero convoglio che porterà la Concordia a Genova, e che invece non è né comandante né depositario di alcuna responsabilità.
Una «peracottata», l'ha definita Gabrielli, «ma non ingigantitela oltremodo non vorrei che venisse vista come una vicenda alla Totò e Peppino». Una «scivolata che può accadere anche nelle migliori famiglie».

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