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VIOLENZA 21 Luglio Lug 2014 2134 21 luglio 2014

Gaza, raid di Israele su un ospedale

Colpita una clinica nella Striscia.

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Quella del 21 luglio è stata un'altra giornata di sangue nella Striscia di Gaza che ha visto aggravarsi il bilancio dei morti (arrivati a oltre 550, tra cui di nuovo molti bambini) e dei feriti (almeno 3.200). Dopo la strage di Sajaya, uno degli eventi più tragici è stato un colpo di artiglieria dell'esercito israeliano che ha centrato l'ospedale Al-Aqsa, nella parte centrale della Striscia, provocando quattro morti.
Il presidente americano Barack Obama ha invocato un cessate il fuoco immediato perché «non vogliamo più vedere civili uccisi».
NON SI FERMANO LE VIOLENZE. Ma intanto il conflitto prosegue anche nella parte israeliana più vicina al confine: l'esercito dello Stato ebraico ha neutralizzato nel Negev, a poca distanza dalla frontiera con Gaza, un tentativo di infiltrazione attraverso un tunnel da parte di due commando di Hamas per colpire due kibbutz lì vicini. Il bilancio dello scontro a fuoco ha visto, secondo il portavoce militare, 10 miliziani uccisi e quattro soldati morti. Altri tre sono stati invece uccisi a Gaza, dove l'esercito continua la caccia ai tunnel e ai razzi che continuano a piovere su Israele (quasi 70 a metà pomeriggio, compresa Tel Aviv). In tutto i militari periti nel corso dell'operazione terrestre sono stati 25 contro 150 'terroristi' uccisi.
Il ministro della Difesa di Israele Moshé Yaalon ha ribadito che l'operazione è destinata a proseguire fino a che non sarà riportata la calma nel sud del Paese e non ha escluso, se necessario, il richiamo di altri riservisti. Da Gaza il leader di Hamas Ismail Hanyeh ha ribattuto che tutte le fazioni nella Striscia «stanno battendo il nemico e lo attaccano ancora e ancora, sotto terra e per mare».
KERRY INCONTRA BAN KI MOON. La diplomazia stenta, ma sembra comunque l'unica a poter intervenire per fermare il bagno di sangue. Il segretario di Stato Usa John Kerry, spedito in gran fretta nella regione da Obama, e il capo dell'Onu Ban Ki Moon si sono incontrati al Cairo, dove si stanno muovendo per rendere più accettabile ad Hamas la prima proposta di tregua presentata dall'Egitto, condivisa da Israele e respinta dalla fazione islamica. La cornice è quella indicata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: il ritorno all'accordo di cessate il fuoco del novembre 2012, durante la prima crisi con la Striscia. Anche il leader palestinese Abu Mazen, in Qatar, sta spingendo nella stessa direzione.
SITUAZIONE UMANITARIA AL COLLASSO. Nella Striscia la situazione umanitaria è sempre più al collasso: l'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i profughi, ha riferito che ci sono 85 mila sfollati. In serata, un grattacielo a Gaza è stato colpito dall'artiglieria israeliana con un bilancio di almeno 10 morti, compresi donne e bambini. In tutta Israele i cittadini arabi-israeliani hanno scioperato per protesta contro l'operazione a Gaza e la morte di civili palestinesi. A Nazareth, in scontri con la polizia, sono state arrestate 10 persone, mentre il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman si è scagliato contro lo sciopero invitando a non comprare più nei negozi che hanno aderito alla protesta.

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