Solitudine 140721113101
SOCIETÀ 21 Luglio Lug 2014 1036 21 luglio 2014

Regno Unito: allarme solitudine

Ne soffrono sempre più adulti.

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da Londra

Sempre più britannici adulti soffrono di solitudine.

La Gran Bretagna è sì un regno, ma della solitudine. Lo ha rivelato una ricerca dell’Office for National Statistics che ha analizzato lo stile di vita dei britannici.
Ma quali sono le cause? Oltre ai problemi familiari ed economici - ma anche aumento generale di stress, depressione, paranoia, ansia - come ha riportato il quotidiano britannico Guardian, per i sudditi di Sua maestà le ragioni risiederebbero in qualcosa di più profondo, una piaga silenziosa forse legata alla tendenza al distacco cui la popolazione viene educata da decenni. Fatto sta che è sempre più difficile farsi degli amici e mantenere i rapporti a lungo.
LA PIAGA DEGLI ADULTI. E, a essere maggiormente colpiti, sono gli adulti della fascia d'età compresa tra i 18 e i 34 anni.
Eppure la solitudine era associata alla vecchiaia e all’adolescenza. Nel primo caso perché si diventa un peso, si perde l'autosufficienza ed è difficile trovare persone che si facciano carico di acciacchi e malanni. Nel secondo perché nonostante sia fondamentale sentirsi parte di un gruppo, spesso si viene esclusi o ci si auto-esclude.
«La solitudine è un problema riconosciuto tra gli anziani, ma ci sono molti centri che si prendono cura di loro», ha spiegato Sam Challis dell’associazione per la salute mentale Mind. «Invece, quando a sentirsi sola è una persona di 21 anni, la situazione diventa complessa: è infatti troppo vecchia per usufruire dei servizi ai minori» ha continuato.
LA DEBOLEZZA BRITANNICA. Secondo alcuni dati diffusi nel 2010 dalla Mental Health Foundation, la solitudine è un’epidemia. Che gli inglesi fanno più fatica a combattere rispetto ai vicini europei, nonostante il Paese sia stato colpito da una crisi economica meno intensa di quella del Sud Europa.
L’estensione del problema, secondo l’Home for National Statistics, pare proprio da ricondurre alla difficoltà di creare relazioni umane stabili, di amicizia in particolare, non appena usciti dall’università.
SOCIAL MEDIA A RISCHIO. I social media, poi, pare non migliorino la situazione, anzi hanno più che altro un effetto bastone-carota. Aiutano a comunicare con i propri cari in caso di distanza geografica ma isolano quando si limitano a sostituire il contatto faccia a faccia tra le persone.
Un ulteriore problema è il continuo confronto cui gli utenti si espongono osservando le vite degli altri online. «Di solito quella pubblicata è una versione ripulita e resa scintillante di quanto non sia poi quella reale» ha aggiunto Challis.
E fin qui le cause. Ma come uscirne?
Al di là di ogni pregiudizio, è utile contattare le helpline, come numeri verdi o associazioni che offrono aiuto concreto contro l’ansia generata dal sentirsi soli, può essere utile e importante.
IL RIMEDIO? PARLARNE. In Inghilterra la compagnia Get Connected offre un ascolto confidenziale proprio ai giovani che non sono più così giovani ma che si sono persi nella costruzione dei propri obiettivi, e tra gli obiettivi degli altri.
Un altro consiglio degli esperti è superare la paura di sentirsi esclusi parlandone con i propri colleghi di lavoro. A volte infatti è sufficiente non pranzare da soli o bastano quattro chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè per sentirsi meno alienati.
In generale, ha concluso un altro esperto, la psicoterapeuta Nicky Forsythe: «La cosa più importante è ritagliarsi un po’ di tempo per riflettere sulla propria vita insieme con qualcuno che ci ascolti ed empatizzi con coi».

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