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MEDIO ORIENTE 22 Luglio Lug 2014 2219 22 luglio 2014

Guerra a Gaza, voli su Israele sospesi

Stop delle compagnie americane ed europee.

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Stop ai voli nei cieli di Israele. La drastica decisione di diverse compagnie aeree americane ed europee (compresa Alitalia) è stata presa dopo che un razzo di Hamas lanciato dalla Striscia ha colpito di nuovo una cittadina nei pressi dell'aeroporto internazionale Ben Gurion.
Un ulteriore segnale che la guerra a Gaza sta precipitando, mentre Israele ha deciso di respingere una tregua umanitaria e l'Onu continua il pressing per fermare il conflitto. Nella Striscia i morti sono arrivati a 641 (di cui 121 bambini, ha denunciato l'Unicef) oltre a 4 mila feriti, mentre la popolazione sotto gli attacchi israeliani nel Nord di Gaza continua a sfollare per cercare scampo dal fuoco dei raid.
L'ESERCITO ISRAELIANO AVANZA. L'esercito israeliano, nelle ultime ore, ha proseguito la sua avanzata, colpendo tunnel e lanciatori di razzi da cui proseguono gli attacchi verso lo Stato ebraico. I morti tra le fila di Tzahal - che ha motivato il rifiuto alla tregua umanitaria, accettata altre volte, nel timore che Hamas ne approfitti per riorganizzarsi - sono arrivati a 28. È stata denuciata anche la scomparsa, dallo scorso 20 luglio, del soldato Oron Shaul, di 21 anni. Allo stato attuale, non si sa se via vivo o morto: l'esercito sta infatti completando il processo per la sua identificazione. Per i corpi degli altri sei soldati - che erano con lui nello stesso carro armato colpito a Sajaya - il processo si è concluso. Hamas - che aveva immediatamente rivendicato il rapimento - ha fatto sapere, tramite il portavoce Mushir al Masri, che in cambio «sarà chiesta la liberazione di prigionieri palestinesi».
L'ONU TORNA A CHIEDERE IL DIALOGO. Il segretario generale delle Nazioni Unite - che in serata ha incontrato il premier Benjamin Netanyahu - ha esortato le parti «a smettere di combattere» e «a cominciare a parlare». Ma ha anche duramente condannato Hamas per l'uso di «di siti civili a scopi militari», e tra questi ha citato «scuole, ospedali e moschee», avallando quanto Israele ha denunciato da tempo.
RAZZI NASCOSTI IN UNA SCUOLA. In serata anche l'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i profughi, ha denunciato di aver trovato durante una ispezione numerosi razzi nascosti in una sua scuola. Si tratta del secondo episodio del genere negli ultimi 10 giorni. Allo stesso tempo Ban Ki moon ha stigmatizzato il lancio di razzi contro Israele e il suo diritto di difendersi, pur chiedendo all'esercito israeliano il massimo dell'autocontrollo.
NETANYAHU PUNTA IL DITO SU HAMAS. Parole riprese da Netanyahu, che ha parlato di autodifesa e accusato Hamas di aver voluto l'escalation. Nel tentativo di mettere subito in campo il cessate il fuoco, Ban - che ha incontrato anche il presidente palestinese Abu Mazen a Ramallah, dove è riunita la leadership dell'Olp - può contare sul lavoro del segretario di Stato Usa John Kerry, che dal Cairo ha ribadito l'appoggio della comunità internazionale incardinata nella mediazione egiziana. «C'è ancora lavoro da fare» per giorni ma, ha detto, è «chiaro» che gli sforzi per una tregua vanno compiuti «nel quadro» della proposta di cessate il fuoco egiziana. Per dare più forza alla sua azione, Kerry è atteso il 23 luglio in Israele per incontrare sia Netanyahu sia Abu Mazen.
DA FATAH NUOVA PROPOSTA DI TREGUA. E proprio da Fatah - che è la componente politica di Abu Mazen - è stata avanzata, secondo quanto ha riportato l'agenzia Mena, un'ulteriore proposta per un cessate il fuoco ancorata a quella egiziana. C'è una «nuova proposta», ha detto Azzam al Ahmad di Fatah, «nel quadro dell'iniziativa egiziana per stabilire un cessate il fuoco a Gaza». L'urgenza è dettata non solo dallo scontro in atto, ma anche dalla situazione umanitaria al collasso nella Striscia: mentre Hamas canta vittoria, 135 mila sfollati da giorni si affollano nelle infrastrutture dell'Unrwa. A loro si aggiungono le persone dei quartieri di Sheikh Zayed e Tel Zaatar, colpiti dall'artiglieria israeliana. E i 70 mila abitanti del vicino campo profughi di Jabalya temono la stessa sorte.

I Paesi sui quali sono vietate o sconsigliate le rotte delle compagnie Usa © Washington Post.

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