Totò Riina 120112115718
RIVELAZIONI 22 Luglio Lug 2014 1440 22 luglio 2014

Mafia, Riina: «Borsellino era intercettato»

Il boss: «Esplosione causata dal citofono».

  • ...

Totò Riina.

Cosa Nostra teneva sotto controllo il telefono del giudice Paolo Borsellino e fu lo stesso magistrato a innescare l'esplosione in via d'Amelio che lo uccise nel luglio 1992.
È stato Totò Riina, in una conversazione con Alberto Lorusso registrata in carcere, a fare queste rivelazioni.
DIALOGO CON LA MADRE. «Sapevamo che doveva andare là perché lui ha detto: 'domani mamma vengo'», ha raccontato il boss, riferendo le parole dette dal magistrato alla madre. Le parole di Riina sono state depostitate al processo per la trattaiva Stato-mafia.
«Questa del campanello però è un fenomeno...Questa una volta il Signore l'ha fatta e poi basta. Arriva, suona e scoppia tutto», ha detto Riina a Lorusso spiegando come al campanello fosse collegata la bomba.
«Quello senza volerlo», ha spiegato il capomafia corleonese, «le ha telefonato. Troppo bello: sapevo che ci doveva andare alle cinque. Piglia, corri e mettigli un altro sacco», continua Riina facendo intendere, secondo gli inquirenti, che dopo avere sentito la conversazione tra Borsellino e la madre, evidentemente intercettati dalla mafia, si affrettò a imbottire la 126 usata come autobomba con un altro sacco di esplosivo.
«RITA BORSELLINO DISGRAZIATA». Pesanti, poi, i giudizi espressi dal capomafia sulla sorella del magistrato ucciso, Rita: «Una disgraziata la vedi inviperita nel telegiornale, quanto è inviperita la disgraziata, non ha digerito la morte di questo suo fratello che ci ha suonato il campanello a sua madre».
TENTATIVI DURATI ANNI. Il boss detenuto ha raccontato di avere cercato di uccidere Borsellino per anni.
«Una vita ci ho combattuto, una vita.. Là a Marsala (il magistrato lavorava a Marsala ndr)», si legge nel testo delle intercettazioni.
Poi Riina ha raccontato nei dettagli la tragedia: «Ma lui perché non si fa dare le chiavi da sua madre e apre. Minchia lui va a suonare a sua madre dove gli abbiamo messo la bomba. Lui va a suonare e si spara la bomba lui stesso. E' troppo forte questa».
COMPLESSO MECCANISMO. Secondo gli inquirenti Cosa nostra avrebbe predisposto una sorta di triangolazione: un primo telecomando avrebbe attivato la trasmittente, poi suonando al citofono il magistrato stesso avrebbe inviato alla ricevente, piazzata nell'autobomba, l'impulso che avrebbe innescato l'esplosione.
STESSA TECNICA PER RAPIDO 904. La tecnica, per i magistrati, sarebbe analoga a quella usata per l'attentato al rapido 904 per cui Riina è stato recentemente rinviato a giudizio come mandante. Questo genere di innesco si renderebbe necessario quando è pericoloso o impossibile per chi deve agire restare nei pressi del luogo dell'esplosione.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso