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MEDICINA 22 Luglio Lug 2014 1230 22 luglio 2014

Stamina, infusione su bimbo siciliano malato

Effettuate le terapie agli Spedali su pazienti di Trapani e Fano.

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Il padre del metodo Stamina, Davide Vannoni.

La terapia Stamina, dopo il rinvio a giudizio per Davide Vannoni, continua a far parlare di sé.
Sono state effettuate due infusioni secondo il metodo agli Spedali Civili di Brescia.
I trattamenti sono avvenuti su un bambino siciliano affetto da distrofia di Duchenne e su un bimbo di Fano affetto dal morbo di Krabbe.
INFUSIONE SU ORDINE GIUDICI. Nel primo caso a darne notizia il presidente dell'Ordine dei medici di Trapani, Giuseppe Morfino, nominato ausiliario del giudice di Trapani.
Il trattamento, praticata su ordine dell'autorità giudiziaria dopo il ricorso dei familiari per garantire la continuazione del trattamento Stamina sul piccolo paziente dopo che l'ospedale aveva deciso di sospendere i trattamenti, è stata fatta «una parte endovena ed una parte intramuscolo».
«CLIMA DI COLLABORAZIONE». Il bambino «rimarrà in osservazione per qualche ora e faremo alcuni esami di controllo», ha spiegato il dottor Morfino, che ha detto di aver trovato in ospedale un clima di collaborazione.
Morfino ha operato con un'équipe esterna, di cui fanno parte anche il vicepresidente di Stamina foundation, Marino Andolina, e la biologa di Stamina Erica Molino.
«BIMBO FANO MIGLIORATO». La terapia è stata somministrata anche a Federico, il bambino di Fano affetto dal morbo di Krabbe, ricoverato dal 21 luglio a Brescia.
«È chiaramente migliorato, abbiamo fatto sia l'endovena che l'endorachidea, è andato tutto bene», ha detto Marino Andolina, nominato ausiliario del giudice di Pesaro perché assicurasse il proseguimento del trattamento sul piccolo paziente già in terapia nell'ospedale bresciano.
«Per il momento», ha dichiarato il vicepresidente di Stamina foundation, «sta andando tutto bene, non abbiamo trovato ostacoli. Speriamo continui così anche per i prossimi due pazienti che hanno ottenuto una sentenza».
ALTRI DUE PAZIENTI IN ATTESA. Il riferimento è a Noemi, bambina della provincia di Chieti affetta da Sma1, e ad una bambina con la malattia di Tay Sachs, per le quali i tribunali dell'Aquila e di Roma hanno nominato Erica Molino, biologa di Stamina, coordinatrice dell'équipe che dovrà proseguire il trattamento.

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