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GIUSTIZIA 23 Luglio Lug 2014 1035 23 luglio 2014

Camorra, chiesto l'arresto di Luigi Cesaro

Appalti e collusioni con la Camorra: chiesto l'arresto di Cesaro.

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Luigi Cesaro, Pdl, ex presidente della Provincia di Napoli.

Una richiesta di arresto nei confronti del deputato Forza Italia, Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli, è stata inviata alla Camera dei deputati dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli.
Per il deputato di Forza Italia i pm ipotizzano i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d'asta. Al centro dell'inchiesta un incontro del 2004, nel quale, secondo l'accusa, Cesaro e l'ex boss del clan dei Casalesi Luigi Guida si accordarono per assegnare l'appalto sul Piano di Insediamento Produttivo di Lusciano (Caserta).
LUI: «LA CAMERA AUTORIZZI». «Grande è la mia amarezza di fronte a un'accusa ingiusta», ha commentato Cesaro. «Come già anticipato, chiederò che la Camera autorizzi rapidamente l'esecuzione del provvedimento».
Nel contempo mi sento però sollevato perché nell'ambito di un formale procedimento avrò la possibilità di difendermi fiducioso come sempre nella capacità della magistratura di accertare la verità nel rispetto delle prerogative difensive evitando di lasciarsi irretire da facili e suggestivi teoremi», ha aggiunto il parlamentare in una nota.
SI INDAGA SU APPALTI PUBBLICI CONCESSI ILLEGALMENTE. L'inchiesta si basa, in particolare, sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Guida, che ha guidato per lungo tempo la fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. Secondo l'ipotesi accusatoria, numerosi appalti pubblici sono stati assegnati illegalmente a ditte vicine al clan, con l'estromissione forzata di imprese concorrenti. Tra gli appalti sospetti c'è quello per la costruzione di un impianto sportivo a Lusciano.
ARRESTATI FERRARO E DUE FRATELLI DI CESARO. Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli e dai sostituti Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Marco Del Gaudio e Cesare Sirignano ci sono anche un ex sindaco, un ex direttore generale e un ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Lusciano (Caserta).
RICHIESTA DEL 2011. La richiesta della misura cautelare in carcere nei confronti del parlamentare Luigi Cesaro risale al 2011 ed è stata ora accolta dal gip che ha disposto l'arresto in carcere anche per due suoi fratelli, Aniello e Raffaele Cesaro, di 59 e 57 anni, e per l'ex consigliere regionale dell'Udeur Nicola Ferraro, 53 anni.
Le misure cautelari in carcere riguardano anche Nicola Santoro, 42 anni, responsabile dello staff del sindaco di Lusciano (dal 18 dicembre del 2000 al 13 gennaio del 2003 e direttore generale del Comune di Lusciano dal 27 settembre del 2004 al 27 giugno del 2005), Isidoro Verolla, 57 anni (consigliere comunale sino al 15 giungo 2004 poi sindaco di Lusciano fino al 5 novembre 2007), Angelo Oliviero, 58 anni (responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Lusciano dal 13 novembre 2003 al 31 dicembre 2006) E Bernardo Cirillo, 47 anni (cugino del boss Francesco Bidognetti e all'epoca dei fatti consigliere d'elezione nel settore delle opere edili).
Le persone finite in manette sono in tutto sette; per altri sette indagati il gip ha rigettato le richieste dei pm per carenza di attuali esigenze cautelari.

Pentito Vassallo: «Cesaro dava 50 mila lire per ogni voto»

Le prove su Vassallo partono anche dalla parole di Gaetano Vassallo, ex imprenditore nel settore dei rifiuti organico al clan Bidognetti e ora pentito, che nel 2004 apostrofò il deputato di Forza Italia nel 2004 incontrandolo per caso a una riunione di boss.
INCONTRI CON GUIDA. L'interrogatorio di Vassallo, che risale al giugno del 2008, è contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Francesca Ferrigno. «Io», ha raccontato Vassallo, «dovevo incontrarmi con Luigi Guida per una faccenda che non aveva nulla a che vedere con il Pip di Lusciano. Alla riunione vi erano oltre a me, Luigi Guida, Francesco Pezzella, Bernardo Cirillo, Raffaele Bidognetti detto 'o puffo Ebbene mentre stavamo parlando, sopraggiunsero l'onorevole Luigi Cesaro detto Gigino, in compagnia del gioielliere di Lusciano di nome Santoro».
«CONOSCEVO BENE CESARO». «Voglio precisare che io conoscevo molto bene e da molto tempo Cesaro ed avevo con lui un rapporto di frequentazioni amichevole. Siamo andati talvolta anche allo stadio insieme. Facevamo per di più parte della stessa componente politica, ossia della corrente di Giulio Di Donato del partito Socialista Italiano ed, in seguito, siamo poi entrambi transitati in Forza Italia», ha detto Vassallo.
Ed ecco il motivo per cui, secondo il collaboratore di giustizia, il deputato partecipava a quell'incontro.
Nel corso di quella riunione, secondo l'ipotesi accusatoria, Luigi Cesaro e il clan Bidognetti si accordarono perché la Cesaro Costruzioni Generali si aggiudicasse gli appalti per la costruzione del Pip e del centro sportivo di Lusciano.
50 MILA LIRE PER UN VOTO. Mezza banconota da 50 mila lire al momento della promessa di voto, l'altra metà dopo lo scrutinio, se effettivamente la promessa era stata mantenuta.
SecondoVassallo, era uno dei sistemi con cui Cesaro rastrellava voti in occasione delle competizioni elettorali a Sant'Antimo, il suo Comune d'origine.

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