Gaza 140723221033
INVASIONE 23 Luglio Lug 2014 2213 23 luglio 2014

Gaza, ancora combattimenti: tregua lontana

Hamas: «Israele tolga il blocco».

  • ...

Gaza: un bambino palestinese ricoverato in ospedale dopo un raid israeliano.

Tregua. La parola riempie le bocche di rappresentanti internazionali e delle parti in causa, ma è estremamente lontana dalla realtà. Su Gaza la guerra continua, allungando la sua scia di sangue a 682 morti e 4.250 feriti. I razzi di Hamas continuano a piovere su Israele, che risponde con raid e con un'invasione che finora le è costata 29 soldati.
PILLAY ACCUSA TEL AVIV. Il leader di Hamas Khaled Meeshal, la sera del 23 luglio, ha annunciato che l'organizzazione sarebbe pronta ad accettare «una tregua umanitaria», ma solo se Israele dovesse rimuovere il blocco sulla Striscia.
Il conflitto in corso ha spinto l'agenzia dei diritti umani dell'Onu a Ginevra ad approvare un risoluzione avviata da una richiesta palestinese e di altri Paesi, indicendo un'indagine su presunti «crimini di guerra» a Gaza, evocati dall'Alto commissario Navi Pillay (guarda il video delle accuse). Nel testo sono condannate le «vaste, sistematiche e flagranti violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali derivanti dall'operazione militare israeliana nei Territori palestinesi occupati dal 13 giugno».
NETANYAHU: «INDAGHINO SUI CRIMINI DI HAMAS». Secca la replica del premier israeliano Benyamin Netanyahu, che l'ha definita «una parodia» da dover «essere rigettata da ogni persona decente ovunque»: «Si indaghi piuttosto su Hamas», ha incalzato il premier, «che ha commesso un doppio crimine di guerra: sparare razzi ai civili israeliani e nascondersi dietro i civili palestinesi».
Se a Ginevra è il tempo delle condanne, la diplomazia ha cercato di tessere al meglio la sua rete per la tregua direttamente sul campo: Kerry - che ha in programma di tornare al Cairo il 24 luglio - ha fatto la spola tra Gerusalemme e Ramallah incontrando Netanyahu e il leader palestinese Abu Mazen, con un saluto, non programmato, al presidente Shimon Peres al suo ultimo giorno di mandato.
KERRY: «QUALCHE PASSO AVANTI». «C'è qualche passo avanti» verso il cessate il fuoco a Gaza, ha detto ammettendo che c'è ancora bisogno di lavoro. Quanto sia questo lavoro per ora non si sa. Tuttavia, secondo fonti diplomatiche egiziane al Cairo, Kerry non è riuscito a convincere i palestinesi (il cui leader Abu Mazen ora ha sposato le richieste di Hamas per una tregua) ad accettare l'iniziativa dell'Egitto per un cessate il fuoco. Per questo starebbe «ricorrendo» alla Turchia e al Qatar affinché intervengano su Hamas.

Kerry in pressing su Abu Mazen

Carri armati israeliani a Gaza.

L'impressione sottolineata da alcuni analisti è che il vero bandolo della matassa resti però all'interno stesso di Gaza: dentro Hamas e le altre fazioni. Kerry nell'incontro a Ramallah ha anche sottolineato che la sponda palestinese è fondamentale, visto che è stato «costantemente in contatto con il presidente Abu Mazen per tutto questo mese e specialmente in questa ultima settimana, per discutere una tregua che possa soddisfare tutte le parti».
YAALON: «NUOVE MISSIONI». In serata anche Israele ha discusso nel suo gabinetto di sicurezza l'operazione a Gaza e gli sforzi diplomatici per un cessate il fuoco. Il ministro della Difesa Moshe Yaalon, la mattina del 23 luglio, ha detto ai soldati schierati che li attendono «nuove missioni» dopo quella sulla ragnatela dei tunnel costruiti da Hamas sotto Gaza e da cui partono le infiltrazioni in territorio israeliano.
Nel mezzo dello scontro, la situazione a Gaza si conferma catastrofica per la popolazione. C'è stato anche il bombardamento dell'ospedale al Wafa, non distante da Sajaya, uno dei quartieri più colpiti dai recenti attacchi dell'esercito e dove i soccorritori hanno descritto la situazione come «un terremoto».
ISRAELE: «HAMAS LANCIA RAZZI DALL'OSPEDALE AL WAFA». Israele ha motivato la decisione di colpire l'ospedale sostenendo che la struttura è stata usata da Hamas e dalla jihad islamica come postazione per il fuoco contro i soldati.
Una sorte condivisa anche dalle scuole, almeno stando a quanto comunicato dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon in una nota: «I responsabili stanno trasformando le scuole in potenziali obiettivi militari mettendo in pericolo la vita di bambini innocenti, dello staff Onu che lavora in tali strutture, e di chiunque le utilizza come rifugio».
Una dura battaglia è infuriata nella località di Khuzaa, presso Khan Yunes (a Sud di Gaza), dove fonti locali hanno riferito di almeno 10 morti e dove tre paracadutisti israeliani sono stati uccisi dall'esplosione di un ordigno.
In Israele intanto continuano a cadere i razzi: l'ultima serie, in ordine di tempo, è stata sparata in serata e diretta verso il Sud e il Centro del Paese. Anche in questo caso l'Iron Dome sembra aver evitato vittime.
LE COMPAGNIE AEREE SOSPENDONO I VOLI. Le compagnie aeree Usa e Ue hanno confermato la sospensione dei voli per altre 24 ore sullo scalo che oramai vede in attività solo l'israeliana El Al e poche altre, anche se Israele ha messo a disposizione per chi volesse l'aeroporto di Ovda, nel Neghev.
Per questo Hamas ha definito una «grande vittoria» lo stop dei voli sull'aeroporto principale di Israele.

Correlati

Potresti esserti perso