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LETTERE 23 Luglio Lug 2014 1648 23 luglio 2014

Quarantenni, svegliatevi e rialzate la testa (e l'Italia)

Lo j'accuse di un lettore: «Siamo musoni, fashion addict e sempre al verde. Senza il coraggio necessario per crescere e cambiare il Paese».

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Caro Direttore, le scrivo queste brevi righe prima che tutto il Paese si fermi dinnanzi alle tradizionali e standardizzate ferie di agosto....
Un pensiero di un quasi quarantenne che inizia, con qualche capello bianco, a riflettere su cosa è necessario fare per diventare "grandi".....
E se provassimo a prenderci meno sul serio? Le responsabilità sono tali, e rimangono tali, sia che le viviamo con il viso cupo e teso, sia con il sorriso sulle labbra e l'ironia come scaccia-pensiero.
NON MANCA IL VALORE, MA IL CORAGGIO. Si parla tanto, pure troppo, di crisi di valori. Quello che non c'è più non è il valore, ma il coraggio di portarlo avanti sino alla fine, questo valore.
Si parla tanto di mancanza di lavoro, forse saper leggere il mercato prima di infilarsi in tunnel poco illuminati aiuterebbe a tornare a stimarsi un po' di più, come uomini e come lavoratori.
Ci vorrebbe più creatività manuale, più audacia intellettiva, più spregiudicatezza da "cavallo bizzarro" per sentirsi un po' più diversi e un po' meno disastrati.
Prenda la scuola: si continua a rimandare, pardon, a dare debiti formativi in Storia e Geografia e poi ci si sorprende, e si ironizza (siamo sempre tutti un po' "bastardi dentro") se il primo ministro italiano si inciampa sull'inglese maccheronico.
FACCIAMO GLI SPLENDIDI COL CONTO IN ROSSO. È la nostra cultura italica che ci porta ad arrangiarci come meglio possiamo, a fare gli splendidi, a essere tutti un po' dottori, giardinieri, idraulici o elettricisti, salvo poi constatare che forse quel giorno sarebbe stato meglio andare in spiaggia, con tanto di parmigiana di melanzane a seguito.
Ecco il punto: vogliamo sembrare diversi, migliori, con le firme ai piedi e il conto in rosso. Ci aspettiamo che qualcuno cambi questo Paese. Non lo farà nessuno, neanche Renzi.
Qualcuno dotato di vero Spirito Santo potrà darci qualche schiaffone, ma gli unici che possono rialzare l'Italia, dalla merda e dall'ipocrisia, siamo solo noi.
Partiamo dal prenderci meno sul serio, doniamo un sorriso in più, compriamo una borsa firmata in meno, mettiamo sul tavolo la nostra creatività e dotiamoci di una ironia pulita e simpatica, capace di farci sentire più leggeri e meno musoni.
Il grazie ci arriverà dalle future generazioni.

Daniele Salvaggio

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