LIETO FINE 24 Luglio Lug 2014 0904 24 luglio 2014

Meriam, la donna sudanese a Roma

La giovane cristiana era stata condannata.

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Meriam Yahia Ibrahim Isha, la giovane cristiana condannata a morte in Sudan per apostasia e poi liberata, è arrivata in Italia su un volo della presidenza del Consiglio. Con lei il viceministro agli Esteri Lapo Pistelli che segue da tempo il caso della donna sudanese.
La vicenda di Meriam, che ha scosso la comunità internazionale, era stata citata dal premier Matteo Renzi in occasione del suo discorso di inaugurazione del semestre europeo a Strasburgo. «Se non c'è una reazione europea non possiamo sentirci degni di chiamarci Europa», aveva detto.
RENZI E MOGHERINI A CIAMPINO. Lo stesso Renzi, accompagnato dal ministro degli Esteri Federica Mogherini, ha accolto Meriam all'aeroporto di Ciampino la mattina del 24 luglio. «Ora siamo degni di chiamarci Europa», ha dichiarato il premier soddisfatto. «Oggi è un giorno di festa».
HA PARTORITO IN CARCERE. La donna, nata da padre musulmano, era stata arrestata e condannata a morte per apostasia (l'abbandono della propria religione) e adulterio per aver sposato un cristiano. Aveva anche partorito in carcere. Poi è stata liberata e bloccata nuovamente nel suo Paese. Dal 26 giugno si trovava insieme con il marito e i due figli nell’ambasciata statunitese di Khartoum.
INCONTRO CON PAPA FRANCESCO. Il 24 luglio Meriam ha incontrato papa Francesco a Casa Santa Marta, in Vaticano. L'incontro è durato circa mezz'ora in un clima definito di «grande serenità». Il pontefice ha ringraziato la donna per la sua testimonianza di fede e ha detto che il loro faccia a faccia è «un segno di vicinanza per tutti coloro che soffrono a motivo della loro fede e della pratica di fede. Un gesto che va oltre l'incontro e diventa un simbolo».

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