Vladimir Putin Presidente 140718130322
GUERRA NELL'EST 24 Luglio Lug 2014 1700 24 luglio 2014

Ucraina, l'Ue estende le sanzioni alla Russia

Decise misure contro 15 individui e 18 entità russe o filo-russe.

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Vladimir Putin, presidente russo.

L'Europa non sta più a guardare. Lo choc per la tragedia del volo MH17 della Malaysia Airlines abbattuto giovedì 17 luglio, per quei 298 morti, per quelle prime 40 salme arrivate in Olanda che nessuno può abbracciare, piangere o seppellire, è arrivato nei palazzi dell'Unione europea. E ora i 28 sono pronti a congelare i beni e a bloccare l'accesso all'Europa anche agli oligarchi più vicini a Vladimir Putin, magari anche quelli proprietari di ville e club di calcio. È uno dei risultati delle oltre otto ore di conclave degli ambasciatori rappresentanti permanenti dei governi riuniti nel Coreper, convocato dal Consiglio esteri, per tradurre in pratica le indicazioni politiche raggiunte all'unanimità dai ministri.
SANZIONI AD ALTRE 15 PERSONE E 18 SOCIETÀ. Così prima di tutto hanno allungato la lista delle persone e delle entità sanzionate secondo i vecchi criteri. 15 nomi e 18 società si aggiungeranno da venerdì 25 luglio, quando è previsto che i nomi vengano pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, ai 72 russi e filo-russi e alle 2 società colpiti finora per aver «compromesso l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina».
APERTO IL PACCHETTO DI SANZIONI DELLA FASE 3. Ma gli ambasciatori hanno soprattutto aperto il pacchetto di sanzioni economiche della fase 3 su cui per tutta la primavera la Commissione europea ed il servizio diplomatico aveva lavorato tenendo le proposte nel cassetto, mentre i governi speravano che la Russia facesse un passo indietro. Nel pacchetto messo sul tavolo dei 28 il focus è sulle restrizioni sulla finanza, un mix di opzioni che tendono a colpire l'accesso ai mercati alle banche e alle istituzioni finanziarie controllate dallo Stato, ma sono previste misure anche per l'embargo delle armi, il divieto di export di tecnologie sensibile utili anche per il settore energetico e di beni dual use come i computer ad alta capacità.
DEFINIZIONE DELLE MISURE ENTRO IL 29 LUGLIO. L'embargo delle armi sarebbe particolarmente doloroso per la Francia, che ha un contratto da 1,2 miliardi per la consegna di due navi portaelicotteri della classe Mistral. Ma il Financial Times pubblica anticipazioni e osserva che il grosso del pacchetto riguarda la finanza e la City, visto che impedirebbe alle banche russe l'accesso alle piazze finanziarie di cui Londra è di gran lunga la n.1 in Europa. Trovare il giusto mix per ripartire il peso delle sanzioni dalla parte europea è il compito degli ambasciatori. Che lavorano a porte chiuse e che è in programma tornino a vedersi il 25 luglio, accelerando al massimo i tempi. Tutto dovrebbe essere definito, infatti, entro martedì 29 luglio.
DOPO L'AEREO ABBATTUTO QUADRO CAMBIATO PER MOSCA. L'ultima parola è previsto tocchi ai governi. Il ministro degli esteri Fedrica Mogherini, da Sarajevo, ha specificato che il pacchetto sarà presentato ai leader. Se in un vertice straordinario con presenza fisica a Bruxelles o con «procedura scritta», dipenderà probabilmente dal livello di accordo raggiunto nel lavoro preparatorio. Inevitabilmente gli interessi sono contrastanti, tra i 28. Ma dopo la tragedia del volo abbattuto «il quadro è cambiato». Per Mosca è già un campanello d'allarme la decisione politica presa martedì 22 luglio dai ministri (e tradotta in termini concreti dal Coreper il 24 luglio) di cambiare la base legale per la designazione dei sanzionati ed estenderla per arrivare agli oligarchi. Nel linguaggio diplomatico europeo, si potranno colpire le persone e le società che «sostengono attivamente o traggono benefici dai dirigenti russi» responsabili dell'annessione della Crimea e della «destabilizzazione della Crimea».

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