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TENSIONE 25 Luglio Lug 2014 0717 25 luglio 2014

No Tav, notte di protesta in Val di Susa

Petardi e bombe carta contro il cantiere.

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Manifestanti No Tav a Chiomonte.

Si riaccende la protesta No Tav in Val Susa. Nella notte tra il 24 e il 25 luglio gli attivisti del movimento che si oppone alla Torino-Lione sono tornati a manifestare la loro rabbia contro il cantiere di Chiomonte. La zona è stata bersagliata da petardi, bombe carta e fuochi d'artificio, a cui le forze dell'ordine hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. Interrotta l'autostrada del Fréjus.
Un ordigno esplosivo artigianale, i resti di alcuni razzi con una gittata fino a 150 metri, artifizi pirotecnici, pietre e armi di vario genere sono stati trovati dalle forze dell'ordine nei pressi del cantiere. Tutto il materiale è stato sequestrato e gli atti sono stati trasmessi ai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo.
UNA NOTTE DI LOTTA. Per il popolo No Tav una «grande nottata di lotta», come si legge sui siti internet del movimento; per il senatore del Partito democratico Stefano Esposito «il solito triste copione» scritto da «teppisti, anarchici e autonomi, italiani ed europei».
La protesta era nell'aria da qualche giorno. Da quando un centinaio di attivisti No Tav, alcuni dei quali di area anarchica e antagonista, si sono radunati in valle per l'ormai consueto campeggio itinerante. All'interno del quale, martedì 22, c'è stato un consiglio comunale 'aperto', alla presenza di amministrazioni di diversi Comuni (con non poco imbarazzo nel Pd), al termine del quale è stata approvata una delibera contro la Tav che respinge ogni proposta di compensazione economica. Una specie di 'giuramento di Pontida' dei No Tav, che di fatto ha rinnovato l'alleanza fra alcuni Comuni e il movimento.
BLOCCATA L'AUTOSTRADA DEL FRÉJUS. E mentre gli amministratori della Valle di Susa contrari alla ferrovia Torino-Lione facevano i loro passi istituzionali - Susa e Condove hanno anche annunciato il ritiro dei loro rappresentanti dall'osservatorio sulla Torino-Lione presieduto da Mario Virano - gli attivisti movimentavano le piazze. Bloccata l'autostrada del Fréjus, blitz in una delle ditte impegnate nel cantiere di Chiomonte (nei giorni scorsi un escavatore è stato danneggiato versando terra e acqua nel serbatoio), manifestazione a Susa davanti all'hotel che ospita le forze dell'ordine. E, nella notte appunto, il ritorno al cantiere di Chiomonte, dove i lavori di scavo - che di norma proseguono senza sosta - sono stati interrotti a scopo precauzionale.
PNEUMATICI INCENDIATI. Dopo avere incendiato alcuni pneumatici in una galleria dell'autostrada, all'altezza di Giaglione, i No Tav hanno tentato di avvicinarsi al cantiere, ma senza riuscirci perché presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il successivo lancio di fuochi d'artificio e di petardi è proseguito per oltre un'ora. Fino a quando i 'folletti No Tav' - si legge su uno dei siti internet del movimento - sono svaniti nel bosco. Prossimo appuntamento sabato 26 luglio per una nuova marcia.

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