Vladimir Putin Presidente 140718130322
CRISI NELL'EST 25 Luglio Lug 2014 2100 25 luglio 2014

Ucraina, Ue tira dritto sulle sanzioni alla Russia

Assenso dei 28 a misure contro banche e export delle armi.

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Vladimir Putin, presidente russo.

L'Europa corre verso la 'fase 3' delle sanzioni economiche contro la Russia. Ed anche David Cameron, che pure è 'vicino di casa' degli oligarchi del 'cerchio magico' del Cremlino, mette in guardia quelli che definisce gli «amiconi di Putin»: sono a rischio di vedersi congelare i (tanti) beni e vietare l'accesso ai paesi dell'Unione.
DA MOSCA NESSUN PASSO INDIETRO. Ma Mosca non ha dato segnali di voler accettare le richieste di de-escalation di Usa e Ue. Nessun passo indietro, anzi. Il ministro degli esteri Sergei Lavrov ha accusato gli Stati Uniti di portare avanti una «campagna denigratoria». Ha smentito che l'artiglieria russa ammassata oltre il confine spari direttamente sui lealisti. Ha definito «infondate» le prove che gli Usa il 24 luglio hanno detto di avere su quei colpi di artiglieria. E ha derubricato a «insinuazioni» gli aiuti militari ai ribelli dell'Ucraina orientale che il presidente Barack Obama ed il premier olandese Mark Rutte sono tornati a rilanciare dopo un colloquio telefonico durante il quale hanno convenuto che alla Russia non deve essere permesso di destabilizzare l'Ucraina senza pagarne il prezzo. Un'operazione di propaganda, quella del Cremlino, alla quale a Mosca è sembrato opporsi solo il quotidiano Novaya Gazeta che ha aperto la prima pagina con un titolo a caratteri cubitali scritto in olandese: «Olanda perdonaci».
CREMLINO PRONTO A RITORSIONI CONTRO BP E SHELL. La Russia di Putin invece sembra essere ancora convinta di riuscire a dividere gli europei. Fonti anonime della diplomazia russa hanno fatto sapere che il Cremlino è pronto a ritorsioni contro i giganti petroliferi come Bp e Shell.
SANZIONI ALLE BANCHE RUSSE E RESTRIZIONI SULLE ARMI: INTESA TRA I 28 DELL'UE. Ma la Ue, dopo lo choc del volo della Malaysia Airlines, ha tirato dritto ad una velocità inaspettata per le liturgie comunitarie. C'è «un sostanziale consenso» tra i 28, hanno riferito fonti comunitarie, sul pacchetto di sanzioni economiche della 'fase 3' destinate a colpire le banche russe partecipate dallo stato ostacolando il loro accesso alle piazze finanziarie europee e imporre restrizioni alle esportazioni europee delle armi, delle tecnologie sensibili e dei beni 'dual use'. Gli ambasciatori rappresentanti permanenti hanno esaminato il 24 luglio il pacchetto che la Commissione ha preparato per mesi, in stretta consultazione con gli Stati membri, e la mattina di venerdì 25 luglio hanno impiegato poche ore per decidere che i tecnici dell'esecutivo europeo potevano preparare i testi legislativi necessari. Il lavoro dovrebbe essere concluso nel weekend 26-27 luglio. Già lunedì 28 gli sherpa hanno in programma di iniziare il lavoro di consultazione con le capitali e martedì 29 è previsto che finiscano sul tavolo degli ambasciatori in una nuova riunione del Coreper. Il via libera finale spetta ai capi di Stato e di governo, ma «potrebbe non essere necessario un vertice con presenza fisica, potrebbe bastare una 'procedura scritta'» hanno detto fonti europee che hanno il polso della situazione.
NEL DONBASS SI CONTINUA A MORIRE. Intanto nel Donbass si continua a morire. La 'capitale filorussa' Donetsk è sotto assedio e i civili rimasti nella città in mano ai ribelli hanno fatto code davanti ai centri degli aiuti umanitari riforniti dai russi, e a Slaviansk - ex roccaforte dei ribelli riconquistata dalle forze lealiste - si scopre l'orrore delle fosse comuni. È in quello scenario che Olanda e Australia stanno pianificando di inviare squadre di tecnici che, appoggiate da poliziotti e militari, mettano in sicurezza l'area del disastro del volo MH17 per poter almeno recuperare tutte le salme.

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