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NOVITÀ 26 Luglio Lug 2014 1208 26 luglio 2014

Aldrovandi, a Ferrara firmate regole per gestione persone alterate

A Ferrara protocollo condiviso su interventi di polizia e 118.

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La pagina Facebook di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi.

Novità a Ferrara: è la prima città a darsi regole condivise sugli interventi delle forze di polizia e sanitarie nei casi di persone alterate.
E non è un caso, visto che è la città in cui è scoppiato il caso di Federico Aldrovandi, morto nel 2005 durante un controllo di polizia e dove da anni si dibatte sulle modalità corrette con cui le forze dell'ordine debbono intervenire in strada.
PROTOCOLLO FIRMATO IN PREFETTURA. Il prefetto Michele Tortora ha spiegato a La Nuova Ferrara di come la città emiliana è diventata «probabilmente la prima città in Italia a regolare la materia con un protocollo».
La convenzione firmata in prefettura riguarda «la gestione di interventi d'urgenza su soggetti con alterazioni che pur non richiedendo l'attivazione delle procedure per il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) sono tali da poter costituire un pericolo immediato per sè e/o per altri» e tutti i soggetti interessati sono forze di polizia e 118 (sanitari).
REGOLE MULTIDISCIPLINARI. Si tratta di regole per migliorare la sicurezza e l'efficacia dell'intervento che non è solo di ordine pubblico o solamente concentrato sullo stato di salute della persona che rifiuta una terapia (Tso) e dunque si tratta un approccio multidisciplinare, tra forze dell'ordine e sanitari.
MADRE ALDROVANDI: «PASSO IMPORTANTE». La madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti ha spiegato che si tratta di un «passo importante, anche se non ho potuto ancora leggere il testo del protocollo ora speriamo che non resti confinato alla nostra provincia. La modalità con cui gli agenti hanno agito su mio figlio, bloccandolo in una determinata posizione, sono state alla base di altri casi simili».
«Lo abbiamo detto anche al Viminale. Quel tipo di manovra (immobilizzare una persona supina, sormontandola) deve essere evitata», ha aggiunto la donna.
PREFETTO: «SENSIBILITÀ PARTICOLARE». «Ho notato», ha spiegato il prefetto Tortora, «che questa città ha dimostrato una sensibilità particolare per questa tematica. Una sensibilità che ha avuto un peso nel percorso che ha portato alla sottoscrizione del protocollo e che potrebbe aver fatto di Ferrara la prima città in Italia ad affrontare in modo coordinato la materia».
Tortora ha definito il protocollo un «punto di arrivo, frutto del lavoro del tavolo tecnico sulla sicurezza che speriamo possa essere condiviso con altre amministrazioni».

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