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MEDICINA 26 Luglio Lug 2014 1205 26 luglio 2014

Fecondazione eterologa, ipotesi rimborso per i donatori

In arrivo le linee guida del ministero: si discute su limiti di età.

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Una biologa del centro di fecondazione assistita di Napoli che estrae da un apposito contenitore di azoto liquido degli embrioni congelati.

Uno 'sconto' ai superticket che le Regioni potrebbero prevedere per la fecondazione eterologa, oppure forme di rimborsabilità analoghe a quelle oggi previste per la donazione di sangue o midollo, pari in quest'ultimo caso a circa mille euro.
Non si tratta di veri e propri 'rimborsi', ma di segnali di 'attenzione' per gratificare l'atto solidaristico della donazione di ovociti e gameti.Sono queste alcune delle indicazioni proposte dal gruppo di esperti nominato dal ministero della Salute, in vista delle linee guida sull'eterologa.
PRESENTATE DAL 28 LUGLIO. Le direttive di base sulla fecondazione assistita devono essere elaborate elaborate in via definitiva dal ministero della Salute e dovrebbero essere presentate nella settimana del 28 luglio come annunciato dallo stesso ministro Beatrice Lorenzin, la quale ha anche indicato la possibilità di un provvedimento legislativo di urgenza in merito.
RIMBORSI PER DONAZIONE SPERMA. Per quanto riguarda la donazione al maschile, ovvero la donazione di sperma (per cui la richiesta è però pari solo al 20% rispetto alla totalità delle domande per fecondazione eterologa), l'indicazione degli esperti è quella di prevedere delle forme di rimborsabilità, quale riconoscimento all'atto di solidarietà, sulla base di forme analoghe previste ad esempio per i donatori di sangue o midollo, a circa mille euro.
PER OVODONAZIONE TRE IPOTESI. Per quanto riguarda invece la donazione femminile, ovvero l'ovodonazione, la cui richiesta è pari all'80% del totale di domande per l'eterologa, tre sono le ipotesi sul tavolo proposte dagli esperti: prevedere anche in Italia la presenza di donatrici volontarie come in altri Paesi europei, prevedere la possibilità della donazione di ovociti da parte di coppia o aprire alla procedura dell'egg-sharing, ovvero la donazione di ovociti sovrannumerari da parte di donne che si sottopongono alla procreazione medicalmente assistita. Quest'ultima sembrerebb quella più facilmente percorribile.
POSSIBILE RIDUZIONE TICKET. Anche in questo caso, si propongono delle forme di 'attenzione' all'atto solidaristico della donazione, traducibili, in una sorta di priorità nelle liste di attesa o in una riduzione delle forme di compartecipazione alla spesa, ovvero del ticket.
IN TOSCANA TICKET 500 EURO. Attualmente, ad esempio, la Toscana ha previsto un ticket per la fecondazione in vitro omologa pari a 500 euro.
Rispetto poi alla possibilità di aprire anche alle donatrici volontarie, questa ipotesi, sempre secondo quanto si è appreso non è stata trattata nel merito ma è comunque tra le indicazioni suggerite dagli esperti, i quali hanno rilevato come in altri Paesi dove tale via è legalizzata si prevede un 'rimborso' statale che, nel caso della Spagna, è pari a circa 900 euro.
NESSUN LIMITE DI ETÀ RICEVENTI. Il gruppo di esperti ha poi precisato un aspetto, messo in luce sui media il 26 luglio.
«Non si è mai discusso del limite d'età dei soggetti riceventi ma, confrontandosi con le esperienze degli altri Paesi europei, sull'eventuale limite d'età dei donatori», ha spiegato una nota ufficiale.
SI SPISNGE PER VIA A SETTEMBRE. E in attesa delle linee guida, l'auspicio espresso da molti centri di procreazione assistita è che i tempi vengano rispettati, per rendere effettivamente possibile il via alla fecondazione eterologa entro settembre.

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