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CONFLITTO 26 Luglio Lug 2014 2300 26 luglio 2014

Gaza: Israele prolunga la tregua, Hamas risponde coi razzi

Rifiutata l'estensione dello stop fino alle 24.

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Tel Aviv ha accolto la richiesta dell'Onu e scelto di prolungare la tregua umanitaria nei combattimenti nella Striscia di Gaza di altre 24 ore, fino alle 24 di domenica 17 luglio. Una decisione presa nella serata di sabato 26 luglio dal Gabinetto sicurezza nonostante l'intransigenza di Hamas che all'invito giunto dalla diplomazia internazionale riunitasi a Parigi aveva risposto riprendendo il lancio di razzi verso Israele poco dopo lo scadere dello stop di 12 ore concordato.
TEL AVIV: «RISPONDEREMO A VIOLAZIONI DELLA PAUSA». Il governo di Benyamin Netanyahu, ha però precisato che l'esercito ha in programma di continuare a neutralizzare i tunnel di Gaza e «risponderà alle violazioni della pausa stessa».
Hamas invece, ad appena un minuto dalla fine della tregua di sabato 26 luglio, ha riaperto il fuoco, gelando così la richiesta di un cessate il fuoco duraturo e «rinnovabile» giunta dal vertice diplomatico internazionale di Parigi.
E le brigate Ezzedine al Qassam hanno poi rivendicato il lancio di almeno 2 missili contro Tel Aviv - dove 3 mila israeliani hanno manifestando proprio contro l'offensiva del loro governo a Gaza - e 5 contro Nachal Oz a Sud.
OLTRE 1.000 PALESTINESI E 40 SOLDATI ISRAELIANI UCCISI. La calma di mezza giornata il 26 luglio ha consentito ai soccorritori di arrivare nei quartieri più colpiti: dalle macerie sono stati estratti decine di corpi e il bilancio delle vittime è salito a più di 1.000 morti tra i palestinesi e 40 soldati israeliani.
La disponibilità del governo di Benyamin Netanyahu a prorogare la tregua, aveva fatto seguito all'appello rivolto da Parigi dai ministri degli esteri di Francia, Usa, Italia, Qatar, Turchia, Germania ed altri paesi, per una proroga di «24 ore rinnovabili».


A PARIGI VERTICE PER UN CESSATE IL FUCO. Parigi dunque, dopo il 25 luglio il Cairo, è stato il centro degli sforzi diplomatici con il vertice dei responsabili esteri dei paesi più coinvolti, a partire dal segretario di Stato Usa John Kerry. «È stata una riunione positiva», ha detto il ministro degli esteri Laurent Fabius, «qui siamo tutti per un'estensione del cessate il fuoco a Gaza».
MOGHERINI: «FERMARE LA PERDITA DI VITE». «Ora la priorità», ha incalzato il ministro degli esteri Federica Mogherini, «è fermare la perdita di vite umane». «L'incontro è stato molto utile per fare il punto della situazione e coordinare gli sforzi per giungere a un'estensione del cessate il fuoco sostenibile nel lungo periodo».
A SAJAYA RECUPERATI OLTRE 80 MORTI TRA LE MACERIE. La tregua di 12 ore, cominciata la mattina di sabato 26 luglio alle 8 ora locale, «ha dato un po' di sollievo, in vista anche della fine del Ramadan, alla popolazione di Gaza. La gente di Sajaya (circa 50 mila abitanti) - proprio a ridosso con il confine israeliano e da dove, secondo il portavoce militare sono stati lanciati circa 140 razzi - è tornata nel proprio quartiere colpito in modo pesante nei giorni passati. La sensazione - hanno raccontato fonti locali - è stata quella di trovarsi in una zona colpita da un sisma. Nell'aria - hanno aggiunto - si respirava la morte: decine di corpi in decomposizione (oltre 80, secondo fonti palestinesi) sarebbero stati recuperati sotto le macerie nel corso della mattinata.
In tutti i visitatori prevaleva una sensazione di choc.
165 MILA PERSONE SFOLLATE. In un'altra cittadina della Striscia, a Khan Younis, 22 persone della stessa famiglia sarebbero perite in un bombardamento prima dell'entrata in vigore della tregua. Gli sfollati in tutto -secondo l'Unrwa - sarebbero circa 165 mila. Israele - nelle ore di tregua - ha perso altri tre soldati con un totale tra i militari di 40 morti, piu' tre civili. I feriti tra i soldati sono, secondo il portavoce militare, 138, di cui alcuni gravi.
DA ISRAELE SCOVATI CIRCA 30 TUNNEL. L'esercito ha mostrato alla stampa, nelle vicinanze del kibbutz di Nir-Am (nel Neghev occidentale), uno dei tunnel - nella sola giornata di sabato 26 luglio ne sono stati trovati altri 4 e il totale secondo i militari è finora di circa 30 con oltre 100 aperture diverse - dal quale «Hamas avrebbe potuto far passare» fino in territorio israeliano «decine di terroristi, forse anche centinaia». «La sua scoperta», ha detto un ufficiale, «ha sventato un attentato di grande portata».
A TEL AVIV 3 MILA PERSONE IN PIAZZA CONTRO LA GUERRA. In Cisgiordania, dopo gli incidenti in manifestazioni contro la guerra della notte tra venerdì 25 e sabato 26 luglio in cui sono stati uccisi due giovani palestinesi, la situazione è apparsa finora calma. A Tel Aviv in serata si è svolta una manifestazione nella quale oltre 3 mila persone hanno protestato contro la guerra nella centralissima Piazza Rabin, mentre dall'altra parte della piazza si sono ritrovati i sostenitori dell'operazione.

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