Carlo Fuortes 131221164322
CRONACA 26 Luglio Lug 2014 1328 26 luglio 2014

Roma, al Teatro dell'Opera ancora sciopero: futuro a rischio

Protesta dell'orchestra: rischio liquidazione dopo la malagestione.

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Carlo Fuortes.

Teatro dell'Opera di Roma, sipario chiuso anche il 26 luglio.
Neanche quel giorno a Caracalla è destinato ad andare in scena lo spettacoloo per lo sciopero dell'orchestra.
Niente Bohème di Giacomo Puccini quindi e tanta delusione gli appassonati del genere.
SPETTRO LIQUIDAZIONE. Con questi preupposti l'orizzonte si profila sempre di più lo spettro della liquidazione.
Un teatro sull'orlo del baratro per i debiti e la malagestione degli anni passati.
E proprio le molte, troppe spese folli a carico del Costanzi sono diventate oggetto di un esposto per danno erariale che ha preparato il circolo Sel Luigi Petroselli e che sarà presentato a breve, forse il 29 luglio, alla Corte dei Conti.
NEL MIRINO COLLABORAZIONI ESTERNE. Nel mirino le collaborazioni esterne, lo spostamento dei locali per uso ufficio all'esterno con affitti da decine di milioni di euro, i concerti senza incasso ma con gettoni di presenza ai musicisti, l'esternalizzazione dei servizi, come la realizzazione delle scenografie o il servizio di sala e biglietteria, nonostante la presenza di lavoratori interni.
CANETTIERI: «SERVE VERITÀ». «Si tratta di constatazioni», ha spiegato Stefano Canettieri, cantante lirico e responsabile del circolo, «l'obiettivo è far riflettere sulle responsabilità singole e collettive, perché chi doveva vigilare in passato, non l'ha fatto. Il Teatro per andare avanti ha bisogno di pacificazione: serve verità, si accerti il danno. E a farlo può essere solo la Corte dei Conti».
Canettieri ha aggiunto però che «allo sciopero, però, diciamo no, perché rischiamo la liquidazione coatta».
PECIOLA: «PIANO FUORTES VA SOSTENUTO». «Il piano di riordino presentato dal sovrintendente Carlo Fuortes va sostenuto e non boicottato», ha aggiunto Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in consiglio comunale, «chiederemo a lui e all'assessore alla Cultura del Comune di Roma Giovanna Marinelli un maggior coinvolgimento dei lavoratori, di tutti i lavoratori. Non solo di sigle sindacali minoritarie».

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