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GUERRA 27 Luglio Lug 2014 1252 27 luglio 2014

Gaza, Hamas ha accettato tregua di 24 ore

Ma Israele rifiuta e boccia il piano Kerry.

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Palazzi distrutti a Sajaya, nella Striscia di Gaza.

Hamas aveva fatto dietrofront, e aveva accettato una nuova tregua umanitaria di 24 ore dopo aver sparato sette razzi contro lo Stato ebraico. Un portavoce dell'organizzazione islamica, Sami Abu Zuhri, lo aveva comunicato domenica 27 luglio: «In risposta all'intervento dell'Onu, considerando la situazione del nostro popolo e in occasione della festa per la fine del Ramadan», aveva detto Zuhri, citato anche dai media israeliani, «è stato concordato tra le fazioni della resistenza di accettare una tregua umanitaria di 24 ore, a partire dalle 14 di domenica 27 luglio, ora locale (le 13 in Italia, ndr)».
Ma il governo israeliano ha respinto la nuova proposta, nonostante le richieste in senso contrario delle Nazioni unite, e il premier Netanyahu ha fatto sapere che anche il piano Kerry per un cessate-il-fuoco di sette giorni è stato bocciato: «L'unica opzione valida per Israele è la proposta egiziana», ha detto il Primo ministro dello Stato ebraico.
ONU INASCOLTATO. L'inviato dell'Onu, Robert Serry, aveva chiesto al governo di Tel Aviv di «accettare la richiesta di Hamas» per una nuova tregua di 24 ore. Una scelta che avrebbe fatto tacere le armi fino alle 14 di lunedì 28 luglio. Tuttavia, come reso noto dall'agenzia Reuters, anche dopo le 14 di domenica 27 luglio il rumore di pesanti bombardamenti è stato udito all'interno di Gaza e le sirene sono risuonate nelle località israeliane vicine al confine, segnalando di fatto la prosecuzione delle ostilità.
NETANYAHU CONTRO HAMAS. In un'intervista rilasciata alla Cnn, Netanyahu ha accusato Hamas di aver offerto una tregua da un lato, e di aver però continuato a sparare razzi dall'altro. Poco dopo, Israele ha fatto sapere di aver respinto sia la proposta di tregua di 24 ore, sia il piano del segretario di Stato Usa John Kerry per un cessate-il-fuoco.
«TREGUA SENZA CONDIZIONI». «Spero che il governo israeliano voglia impegnarsi in un cessate-il-fuoco, ora che Hamas è pronta a una tregua senza condizioni», aveva detto solo poche ore prima l'inviato dell'Onu Serry al quotidiano israeliano Haaretz. «Ho chiesto al governo israeliano di accettare. Ma voglio sottolineare che una tregua umanitaria non è un sostituto per un cessate-il-fuoco a lungo termine, che dovrà affrontare tutte le questioni in campo. Spero che entrambe le parti approfitteranno della pausa per iniziare a negoziare. Non saremo in grado di continuare a estendere le tregue umanitarie molto più a lungo».
CESSATE-IL-FUOCO TERMINATO DOPO 26 ORE. Un primo cessate-il-fuoco per ragioni umanitarie era iniziato alle ore 8 di sabato 26 luglio ed era terminato 26 ore più tardi, quando l'esercito israeliano aveva annunciato la ripresa degli attacchi aerei, navali e di terra contro la Striscia, come rappresaglia per i ripetuti lanci di razzi avvenuti nel frattempo da Gaza e rivendicati da Hamas.
HAMAS AVEVA RIFUTATO LA PROROGA. Il movimento islamico aveva infatti inizialmente rifiutato di prolungare il cessate-il-fuoco, affermando che avrebbe posto fine al lancio dei razzi solo se le truppe israeliane avessero lasciato Gaza e se gli sfollati fossero stati autorizzati a tornare a casa. Ma poco dopo la ripresa dei raid, il governo della Striscia era tornato sui suoi passi.
PIÙ DI MILLE MORTI TRA I PALESTINESI. Il bilancio delle vittime è di 1.060 palestinesi e 46 israeliani morti dall'inizio del conflitto, a seguito degli ultimi scontri. La maggioranza di quelli uccisi a Gaza sono civili, secondo quanto reso noto dai funzionari del ministero della Sanità, mentre in campo israeliano si contano 43 soldati e tre civili.

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