ESPERIMENTO 27 Luglio Lug 2014 1200 27 luglio 2014

Israele-Gaza, se la guerra si sposta su Tinder

Le risposte in chat ad alcuni insegnanti Usa in Palestina.

  • ...

L'idea è nata per caso, sul campo. Poi, con il tempo, si è trasformata in una sorta di esperimento sociale.
Fino a dare vita a un blog: Palestinder.
IN CHAT CON UTENTI ISRAELIANI. I protagonisti sono un gruppo di insegnanti statunitensi, che in questi giorni di guerra incessante tra Israele e Hamas lavorano nelle scuole di Ramallah, capitale de facto della Palestina situata nel cuore della West Bank.
Nel tempo libero, spinti dalla curiosità, alcuni di loro si sono dati all'online dating, utilizzando l'ormai celebre applicazione per smartphone Tinder.
PRIMA CHIACCHIERE, POI INSULTI. Sono entrati in contatto con utenti israeliani. Hanno chattato con loro, hanno scherzato, hanno parlato del più e del meno.
Poi, non appena menzionavano il loro lavoro («Tu cosa fai?»; «Insegno a Ramallah per l'estate, ai bambini palestinesi»), la conversazione degenerava: «Lavori in un bordello?», «La Palestina non esiste», «Bastardo traditore», e via discorrendo.
«UNA RIFLESSIONE ONESTA E INQUIETANTE». Sorpresi, spesso choccati, dalla violenza di linguaggio, gli insegnanti statunitensi hanno deciso di raccogliere gli screenshot della chat e postarli su un blog, battezzato appunto Palestinder.
«È una riflessione onesta, inquietante (a volte divertente) su quanto sia pervasivo il sentimento razzista all'interno di Israele», ha raccontato all'IbTimes Uk la 26enne Caitlin Kent, cofondatrice del progetto. «Particolarmente interessante alla luce del massacro che sta avendo luogo a Gaza».

Tweets di @palesTINDER

Articoli Correlati

Potresti esserti perso