Ambulanza 121210110500
INCIDENTE 28 Luglio Lug 2014 1140 28 luglio 2014

Aprilia, due operai morti sul lavoro

Tragedia per esalazioni tossiche.

  • ...

Un'ambulanza.

Ennesima tragedia sul lavoro. Due operai quarantenni sono morti in un impianto di compostaggio ad Aprilia, in provincia di Latina.
I cadaveri sono stati recuperati in un vasca dell'impianto dai vigili del fuoco.
ESALAZIONI LETALI. I due operai avrebbero respirato, a quanto si apprende, esalazioni tossiche letali. L'allarme era stato lanciato verso le 9.45. Sul posto i carabinieri e due squadre dei vigili del fuoco. L'azienda di compostaggio si trova in via delle Ferriere 15, ad Aprilia.
I due lavoratori, stando ai primi risultati dell'inchiesta, non indossavano le mascherine protettive: una leggerezza che è risultata fatale.
In pochi minuti la sostanza killer li ha ridotti in fin di vita e a nulla è servito l'intervento dei soccorritori giunti in via Le Ferriere.
MALORE DURANTE OPERAZIONE NELL'IMPIANTO KYKLOS. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri e dai vigili del fuoco intervenuti, i due operai, autotrasportatori dipendenti di una ditta esterna di 44 e 42 anni, entrambi del Viterbese, avrebbero accusato il malore mentre operavano con il percolato nell'impianto Kyklos dove si tratta la frazione organica dei rifiuti.
Uno dei due ha perso i sensi mentre era sul camion, crollando a terra da una altezza di circa due metri.
Il secondo è stato colto da malore mentre si trovava all'interno del mezzo. Sul luogo della tragedia è intervenuto anche il personale dell'Arpa e della Asl di Latina.
APERTO FASCICOLO DI INDAGINE. Sul fatto la Procura di Latina ha avviato un fascicolo di indagine e ha disposto l'autopsia sul corpo dei due operai deceduti.
In una nota l'azienda afferma che che «i due lavoratori avevano avuto regolare accesso all'impianto, con due autocisterne appartenenti alla propria società. Il percolato che avrebbero dovuto trasportare è un rifiuto liquido derivante dal trattamento di rifiuti non pericolosi (prevalentemente materiale organico di rifiuti domestici) che viene prodotto presso l'impianto».
DISPOSTO SEQUESTRO CISTERNE. Il pubblico ministero titolare dell'indagine ha disposto il sequestro delle cisterne con l'obiettivo di analizzare in modo completo il materiale che vi era presente dentro.
In una prima fase l'area attorno alla Kyklos era stata interdetta per alcune centinaia di metri. Gli inquirenti hanno, poi, accertato che le esalazioni letali provenivano dall'autocisterna e non dall'impianto.
Dai sopralluoghi sarebbe dunque emerso che la struttura, che si estende per circa 90 mila metri quadrati, è sicuro e per questo l'area di pericolo è stata circoscritta al solo mezzo utilizzato dalle due vittime.
IMPIANTO AL CENTRO DI POLEMICHE. L'impianto negli anni è stato al centro di numerose polemiche e di una vera e propria battaglia giudiziaria.
Sul piede di guerra l'amministrazione comune di Nettuno e un comitato di cittadini per i miasmi che, a detta loro, venivano «sprigionati dalla struttura».
I responsabili del comitato, utilizzando anche Facebook, hanno denunciato i rischi di questa situazione anche per la salute dei cittadini in tutta la zona circostante.
DENUNCIA MALESSERI TRA BAMBINI. «Ultimamente», ha denunciato il comitato, «vi sono stati casi di malesseri sia fra i bambini che fra gli adulti che risiedono in zona, a causa di odori al di là dell'umana sopportazione».
L'impianto della Kyklos è attivo da oltre dieci anni. Dal 2009 fa parte del gruppo Acea per il 51 per cento.
RESIDUI DI VARIO TIPO. L'azienda tratta rifiuti di vario tipo, dal materiale organico fino ai fanghi e ai residuati fognari, provenienti dalle province di Latina, Roma e dalla Campania.
Cordoglio per la morte dei due operai è stato espresso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Correlati

Potresti esserti perso