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RICERCA 28 Luglio Lug 2014 1518 28 luglio 2014

Comunicazione: i social media per le buone notizie, il telefono per le cattive

L'università del Wisconsin.

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L'università del Wisconsin ha studiato le abitudini di comunicazione di 300 studenti: per comunicare eventi lieti preferiscono i social media, per le cattive notizie il telefono.

I social network per le buone notizie, il telefono per le cattive. Secondo l'univeristà del Wisconsin, è così che si comunica nel 2014.
Il risultato è arrivato dall'analisi delle abitudini di comunicazione di 300 giovani studenti, cui è stato chiesto di compilare un diario giornaliero dei post messi su Twitter, Facebook o Instagram, e delle telefonate o delle comunicazioni faccia a faccia.
Ai 300 volontari gli autori dell'esperimento hanno chiesto di segnalare, per ogni atto comunicativo, lo stato d'animo del momento e come si sentivano dopo aver comunicato ciò che avevano da dire.
INFELICI AL TELEFONO. È emerso che, mentre le buone nuove viaggiano sempre di più sulla Rete, spinte dal desiderio di condivisione, se occorre comunicare qualcosa di spiacevole la preferita rimane la vecchia cornetta del telefono, in alternativa all'incontro diretto con l'interlocutore. Il telefono, in modo particolare, è risultato associato a voti bassi da comunicare ai genitori, a stati d'ansia generalizzati e a momenti di sconforto e d'insoddisfazione personale. In una parola: all'infelicità. L'opposto, invece, per quanto riguarda i social network.
LA DIFFUSIONE AMPLIFICA LA CARICA EMOTIVA. Lo studio, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior, ha rivelato anche che un contributo fondamentale all'amplificazione della valenza emotiva delle comunicazini proviene dalla loro stessa diffusione. Vale a dire: dare una brutta notizia per telefono, dunque trasmetterla a qualcun altro, farebbe automaticamente sentire 'peggio' non solo il destinatario del messaggio, ma anche il mittente.
L'EVENTO È PIÙ REALE DOPO IL RACCONTO. Sia in caso di eventi lieti, come ad esempio la promozione a un esame (tendenzialmente comunicata su Facebook, corredata di foto), sia in caso di eventi tristi, la ricerca ha potuto constatare come il racconto stesso sia in grado di dilatare la portata delle emozioni, di fatto aumentando il grado di 'realtà' con cui noi stessi percepiamo le nostre esperienze dopo averle socializzate.
MEZZO SCELTO IN BASE ALLE ESIGENZE PSICOLOGICHE. La preferenza accordata ai social media (ma anche agli sms) per le notizie positive, secondo la ricercatrice Catalina Toma autrice dello studio, si spiegherebbe con la loro facile accesibilità da smartphone e con la loro ridotta invasività: il destinatario della comunicazione non deve rispondere subito, ma allo stesso tempo il fatto positivo da comunicare può essere diffuso istantaneamente.
Quando invece si verificano eventi negativi, la necessità psicologica prevalente è quella di avere un riscontro immediato: ecco spiegato il motivo per il quale è considerato giustificabile usare il telefono per le cattive notizie, anche se queste finiscono per cogliere l'interlocutore alla sprovvista e rischiano di disturbarlo, oltre che rattristarlo.

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