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POLEMICA 28 Luglio Lug 2014 0530 28 luglio 2014

Concordia, Gabrielli: «Infamità contro di me»

Il capo della Protezione civile: «Molti volevano che fallissi».

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Franco Gabrielli, capo della Protezione civile.

Ora che la Costa Concordia è arrivata nel porto di Genova, il capo della Protezione civile Franco Gabrielli ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Nel mirino gli ambientalisti, chi ha messo in dubbio la sua onestà, i francesi. «Più che remare contro in molti hanno pensato agli affari propri. Altri hanno pensato a coprirsi le spalle rispetto a responsabilità che immaginavano di avere», ha detto Gabrielli riferendosi a «quelli che aspettavano questo giorno per dire io l'avevo detto».
E ha aggiunto: «La più grande amarezza in questi due anni e mezzo è che qualcuno con compiti di responsabilità, quindi con grande irresponsabilità, abbia potuto soltanto immaginare o adombrare che la mia azione si rifacesse ad un interesse particolare. Non lo consentirò mai a nessuno, sono infamità. Ho un solo valore assoluto ed è l'onestà».
RENZI SOSTIENE GABRIELLI. A sostegno di Gabrielli è intervenuto il presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Il capo della Protezione civile è stato il regista di un'operazione molto complessa, ha sopportato qualche cattiveria di troppo, ma ci è abituato, ha la scorza dura».
POLEMICA CON GLI AMBIENTALISTI. Infine ci sono state le polemiche dei francesi e degli ambientalisti sui rischi inquinamento che avrebbe potuto manifestare il viaggio del relitto dal Giglio a Genova. A riguardo Gabrielli ha affermato: «In Italia ci sono scempi che meriterebbero un'attenzione maggiore rispetto a quella della Concordia che per i temi ambientali è molto marginale. C'è una cosa che mi ha dato un po' fastidio: noi abbiamo fatto uno sforzo pazzesco nel tentativo di salvaguardare la matrice ambientale. Oggi sembra che il controllo lo abbiano fatto Greenpeace e Legambiente. A me sembra invece che lo abbiano fatto le Arpa, l'Istituto superiore di sanità e altri enti pubblici. Le analisi sui campioni dell'acqua hanno dato risultati migliori a poppa anziché a prua». E ha concluso: «Ho messo la faccia in questo progetto, perché mi sono convinto che fosse quello giusto. Io sono un povero zappatore del diritto, ho poche competenze tecniche, ma l'ammiraglio Tortora mi ha fatto comprendere che stavamo sul pezzo giusto. Ci ho messo la faccia, ma non sono un kamikaze».

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