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PROTESTA 28 Luglio Lug 2014 1140 28 luglio 2014

Eni, Gela in piazza contro la chiusura della raffineria

Camusso: «Senza idee su lavoro è finita».

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Susanna Camusso, leader della Cgil.

Gela in piazza in difesa dei 3.500 posti di lavoro dei dipendenti Eni dopo l'annunciato disimpegno della holding che intende chiudere la raffineria.
Lo sciopero generale del comprensorio, promosso da Cgil, Cisl e Uil, coinvolge tutte le categorie produttive e al corteo sono presenti commercianti, studenti, partiti politici, sindaci con gonfaloni e delegazioni dei poli chimici siciliani.
Un corteo, con Tir al seguito, è partito dal museo archeologico per raggiungere piazza Umberto dove è in programma un comizio a cura dei sindacati confederali.
CAMUSSO: «SENZA IDEE SUL LAVORO IL PAESE È CONDANNATO». «Da Gela parte una richiesta precisa: mettere al primo posto il bisogno di difendere con le unghie e coi denti il lavoro che c'è e di crearne dell'altro. Non esiste un'idea di ripresa in questo Paese se non si parte dal lavoro», ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso intervenendo alla manifestazione.
«Non si può pensare che l'Eni abbandoni uno dei territori più infrastrutturali d'Italia, che per giunta sta in Sicilia, una regione che di solito si dice manchi di infrastrutture e di possibilità», ha ribadito Camusso.
ANCHE IL VESCOVO GISANA SFILA COI SINDACATI. Con i lavoratori si schiera apertamente anche la Chiesa, il cui vescovo della diocesi di Piazza Armerina-Gela, Rosario Gisana è sceso in piazza al fianco dei vertici sindacali, rappresentati oltre che da Camusso anche dal segretario regionale della Cisl, e Paolo Pirani, segretario nazionale Uiltec-Uil.


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