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CONFLITTO 28 Luglio Lug 2014 1747 28 luglio 2014

Gaza, Israele riprende i raid: bambini tra le vittime

Otto bimbi morti in due campi profughi.

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Palazzi distrutti a Sajaya, nella Striscia di Gaza.

Israele è pronto a tutto. «Nessuna guerra è più giusta di questa», ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu. «Dobbiamo essere pronti per una lunga operazione fino a che la nostra missione non sarà completata». E questo perché «non è possibile che i civili israeliani vivano sotto la minaccia dei tunnel e dei razzi».
Tel Aviv dunque non fermerà l'operazione finché non avrà «neutralizzato tutti i tunnel del terrore a Gaza».
La tregua, ovviamente, si allontana. Israele ha declinato tutti gli appelli giunti da Onu e Stati Uniti, e ha ripreso a bombardare Gaza in risposta ai razzi di Hamas.
UCCISI OTTO BAMBINI. A farne le spese, il 28 luglio, otto bambini. Uno, Jibril Jnaid, ucciso da colpi esplosi da un carro armato nel Nord della Striscia di Gaza, vicino al campo profughi di Jabalya, dove ha perso la vita anche Mohammad Abu Luz, giovane di 22 anni.


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ISRAELE: «VITTIME DI HAMAS». Gli altri sette, invece, colpiti a morte in un parco giochi di Shati. Bombe sono piovute anche su un ambulatorio in disuso nei pressi dell'ospedale di Shifa, provocando la morte di almeno due persone. L'esercito israeliano ha però negato di essere responsabile dei due attacchi, accusando Hamas. «Pochi minuti fa», ha scritto il portavoce militare, «terroristi hanno lanciato razzi contro Israele: uno ha colpito l'ospedale di Shifa, l'altro il campo profughi di Shati». Altri sette palestinesi, tra i quali cinque donne e un bambino, sono rimasti uccisi durante un raid nella città di Rafah, nel Sud della Striscia, che ha distrutto un palazzo di tre piani.
Secondo Tel Aviv, più di 200 razzi lanciati da Gaza sono caduti dall'8 luglio. «Terroristi palestinesi tirano da aree civili e colpiscono il loro stesso popolo».
ALTRI TRE PALESTINESI UCCISI A EL BUREIJ. Altri tre civili hanno perso la vita sotto il fuoco nemico nel corso di un bombardamento avvenuto a el Bureij, nel Centro della Striscia. E in serata Israele ha chiesto ai residenti di Sajaya e di Al-Zaytun di lasciare le proprie case e di dirigersi verso la parte centrale di Gaza.
La risposta di Tel Aviv è arrivata dopo che nel corso della giornata Hamas aveva ripreso il lancio di razzi contro Israele. Quattro civili israeliani sono morti, e altrettanti sono rimasti feriti, da un colpo arrivato nell'area del Consiglio Regionale di Eshkol dalla Striscia di Gaza. Cinque i soldati dello Stato ebraico che hanno perso la vita, quattro centrati da un tiro di mortaio nel Negev, lungo il confine con la Striscia.
Cinque membri di un commando di Hamas infiltratosi nei pressi del kibbutz Nahal Oz (Negev occidentale) sono stati uccisi da militari israeliani.
DA KERRY NUOVO APPELLO PER IL CESSATE IL FUOCO. Nuovi appelli per il cessate il fuoco sono arrivati anche il 28 luglio, con il segretario di Stato americano John Kerry che ha parlato della necessità di arrivare a un disarmo di Hamas.
Ma Israele non sembra voler sentire ragioni: «Non fermeremo l'operazione finché non avremo neutralizzato tutti i tunnel del terrore a Gaza», ha detto il premier Netanyahu.
«Nessuna guerra è più giusta di questa. Dobbiamo essere pronti per una lunga operazione fino a che la nostra missione non sia completata. Non è possibile che i civili israeliani vivano sotto la minaccia dei tunnel e dei razzi».
Ancora più netto, se è possibile, il ministro della Difesa Moshe Yaalon: «Non esiteremo a estendere le operazioni del nostro esercito a Gaza. La campagna potrebbe protrarsi ancora lunghi giorni».

Netanyahu ha esortato la comunità internazionale a premere per la «smilitarizzazione della Striscia», senza la quale non ci può essere soluzione, ribadendo così quanto già detto al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon in merito all'ultima risoluzione delle Nazioni Unite della notte precedente: «Non tiene in conto la sicurezza di Israele».
RITORNA LA MEDIAZIONE DEL CAIRO. In una conference call, François Hollande, Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron e Matteo Renzi «hanno convenuto di raddoppiare gli sforzi per ottenere il cessate il fuoco»: «Il peggioramento della situazione», hanno affermato i leader, «fa solo il gioco degli estremisti».
I riflettori ora sembrano essere riaccesi sulla proposta di mediazione egiziana, condivisa dal presidente palestinese Abu Mazen, che ha provocato il grande freddo tra Israele e Washington.
ABU MAZEN FAVOREVOLE. Secondo alcune fonti potrebbe presto esserci un appuntamento al Cairo sulla proposta di cessate il fuoco tra l'Autorità nazionale palestinese e Hamas, moderato dall'Egitto di Sisi.
Secondo Abu Mazen, la proposta egiziana «va incontro a tutte le richieste dei palestinesi, incluso l'apertura dei valichi e la rimozione del blocco» della Striscia di Gaza. «Abbiamo boicottato il vertice di Parigi di sabato scorso (26 luglio, ndr) perché l'Egitto non è stato invitato», ha aggiunto.
HAMAS: «PRONTI A COESISTERE, MA NON CON CHI OCCUPA». Mentre il capo di Hamas in esilio Khaled Meshaal, in un'intervista ad una tivù Usa, si è detto «pronto a coesistere» con gli ebrei, i cristiani e gli arabi, ma non con uno Stato che occupa. «Non siamo fanatici», ha spiegato, «non siamo fondamentalisti. Non combattiamo gli ebrei perché sono ebrei. Non combattiamo le altre razze. Combattiamo con chi occupa».

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