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GUERRA 28 Luglio Lug 2014 1130 28 luglio 2014

Gaza, l'Onu chiede il cessate il fuoco immediato

Tregua umanitaria «senza condizioni».

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Il fumo si alza verso il cielo dopo un raid israeliano sul quartiere al Shejaeiya a Gaza.

Dopo la richiesta del presidente degli Usa Barack Obama al premier israeliano Benjamin Netanyahu anche Consiglio di sicurezza dell'Onu ha adottato nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 luglio una dichiarazione unanime in cui chiede un «cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni» a Gaza.
I 15 Paesi membri, riunitisi d'urgenza a New York, hanno esortato Israele e Hamas a far «applicare pienamente» la tregua per tutta la durata della festa musulmana dell'Eid al Fitr (la fine del Ramadan) «e oltre».
Il Consiglio di sicurezza ha chiesto inoltre il «pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili», nonché sforzi per «la messa in pratica di un cessate il fuoco duraturo e pienamente rispettato, basato sulla proposta egiziana» di mediazione.
«RISPETTARE LE STRUTTURE UMANITARIE». L'Onu ha sottolineato poi «la necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, anche aumentando i contributi all'Agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l'occupazione (Unrwa)». Tre giorni dopo il sanguinoso bombardamento su una scuola dell'Onu a Gaza, il Consiglio ha ricordato infine che «le strutture civili e umanitarie, comprese quelle delle Nazioni unite, devono essere rispettate e protette e invita tutte le parti ad agire secondo questo principio».
APPELLO DI BAN KI-MOON. Un appello diretto alle parti del conflitto è arrivato anche dal segretario dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha chiesto di «rinnovare la tregua umanitaria a Gaza» e ha ribadito la sua «richiesta per un cessate il fuoco che prepari il terreno per l'avvio dei negoziati». In una nota, Ban «esorta i responsabili a fare un passo indietro per non provocare nuove tragedie o infliggere altra violenza sui civili. Israeliani e palestinesi hanno la responsabilità di porre fine alle ostilità e avviare un dialogo serio per affrontare le cause alla radice del conflitto. Questo è l'unico modo per interrompere questo ciclo di violenza e sofferenza».
Ban ha anche avuto una conversazione telefonica con Benyamin Netanyahu, convinto che la risoluzione del Consiglio «non tiene conto della sicurezza di Israele». Per il premier israeliano inoltre, la risoluzione «riferisce dei bisogni di un gruppo terrorista omicida che attacca civili israeliani e non ha risposta per i bisogni di sicurezza di Israele».
A GAZA SCONTRI CESSATI NELLA NOTTE 27-28 LUGLIO. Intanto nella notte tra il 27 e il 28 luglio gli scontri tra la Striscia di Gaza ed Israele sono praticamente cessati. Secondo un responsabile dei servizi di sicurezza palestinesi, ci sarebbe stato solo qualche sparo di carro armato vicino Khan Yunis (nel Sud della Striscia). Un portavoce dell'esercito israeliano ha confermato che nessun razzo è stato sparato da Gaza e che l'aviazione d'Israele non ha condotto alcun raid dalle 23 di domenica 27 ora locale (le 22 in Italia).
UCCISO UN BAMBINO. Ma la mattina del 28 luglio un bambino palestinese è stato ucciso da un colpo di artiglieria israeliano nelle vicinanze del campo profughi di Jabalya, a Nord di Gaza, e altri sette hanno perso la vita in quello di Shati.
Anche Hamas ha fatto fuoco, con un colpo di mortaio che ha provocato il ferimento di sette persone, di cui cinque in fin di vita, nella zona di Eshkol, nel Sud di Israele.
Giallo invece nel pomeriggio, quando un missile ha centrato un ambulatorio in disuso nelle immediate vicinanze dell'ospedale Shifa, provocando almeno due morti e numerosi feriti. Israele ha negato di avere ogni responsabilità sull'accaduto e ha accusato Hamas.
Un portavoce della fazione islamica, Sami Abu Zouhri, ha da parte sua affermato che Israele «sarà ritenuto responsabile di qualsiasi escalation durante l'Eid al Fitr», la festa che segna la fine del mese del Ramadan.
VITTIME PALESTINESI ARRIVATE A 1.032. Il numero di vittime palestinesi della guerra è però salito ancora, toccando quota 1.032: due persone rimaste ferite la settimana prima da soldati israeliani nella Striscia di Gaza sono morte la mattina di lunedì 28 luglio.

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