Bandiera Dell Isis 140728143127
ESTERI 28 Luglio Lug 2014 1258 28 luglio 2014

Olanda, bandiere dell'Isis a una manifestazione

A L'Aia un corteo inneggia allo Stato islamico.

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La bandiera dell'Isis.

La bandiera nera dell’Isis, lo Stato islamico della Siria e del Levante, sventola sopra L’Aia, la città olandese dove si trova la terza sede delle Nazioni Unite (le altre sono a New York e Ginevra).
Un nutrito gruppo di dimostranti ha indetto una manifestazione lo scorso giovedì 24 luglio, permessa dalle autorità, che ha visto la massiccia presenza di bandiere del Califfato islamico e che ha subito iniziato a scandire il coro, in arabo, «morte agli ebrei».
Secondo il quotidiano online statunitense The Daily Beast, i partecipanti erano quasi tutti cittadini del Marocco. Molti dei presenti avevano il volto coperto con delle kefiah con i colori palestinesi e alcuni hanno iniziato a cantare un tipico coro da stadio, modificato per l’occasione: «Chi non salta è un ebreo». E l’intero gruppo ha iniziato a saltare.
LA BANDIERA NEL CIELO DE L'AIA. La manifestazione del 24 luglio segue la scia di un corteo avvenuto alcuni giorni prima, che aveva lo scopo di supportare le vittime e i feriti palestinesi a Gaza, ma che è diventato subito una protesta contro Israele al grido: «Il sionismo è nazismo».
Ma, come sottolinea il Daily Beast, se le manifestazioni contro Tel Aviv stanno diventando comuni in tutta Europa, soprattutto negli Stati del Nord, l’apparizione della bandiera dell’Isis il 24 luglio è qualcosa che ha preoccupato non poco le autorità olandesi.
LA MANIFESTAZIONE ERA AUTORIZZATA. Secondo la legge dei Paesi Bassi, tutti i cortei devono essere approvati dagli enti locali, dalla polizia e dal pubblico ministero. La manifestazione del 24 era infatti stata regolarmente autorizzata e gli organizzatori avevano riferito che lo 'scopo' del corteo sarebbe stata la protesta contro quella che ritenevano l’ingiusta carcerazione del 'reclutatore' olandese per la jihad, Oussama Abu Yazeed. Il gabinetto del sindaco de L’Aia, Jozias van Aartsen, ha detto che «l’istituzione non era a conoscenza di un possibile collegamento tra la manifestazione e l’Isis».

Ahmed Marcouch: «Preoccupato per i nostri ragazzi»

Un'immagine di propagnada diffusa dall'Isis in Rete.

Un membro del partito Laburista olandese, Ahmed Marcouch, che fa parte della commissione parlamentare per la sicurezza e la giustizia ha twittato, in risposta alla manifestazione, che quanto avvenuto a L’Aia il 24 luglio «non è accettabile. I dimostranti hanno attaccato i giornalisti e hanno urlato frasi razziste punibili per legge».
Marcouch, discendente di una famiglia marocchina, ha poi chiesto che la comunità islamica in Olanda sia più attenta alle infiltrazioni dell’Isis e di gruppi affini. Alcune foto della manifestazione dimostrano la presenza di molti ragazzi. Il deputato olandese si è detto preoccupato: «Cosa ci fanno lì i nostri giovani? L’Isis è pura barbarie, è gente assetata di sangue, non possiamo permettergli di avvicinare e influenzare i nostri ragazzi».
«L’ISIS NON PARLA PER TUTTI I MUSULMANI». Marcouch ha poi attaccato il fondamentalismo retrogrado del Califfato, che non più tardi del 2 luglio minacciava di marciare su Roma: «Il più grande insulto che l’Isis può fare è contro l’Islam. Chiedo a tutti i musulmani di levarsi contro questi idioti. Non mettiamoli in luce e non facciamo credere al mondo che l’Isis parla a nome di tutto l’Islam». Inoltre, in una audizione in parlamento, ha chiesto a tutta la comunità musulmana di «fare di più nell’educazione dei giovani per prevenire l’allargarsi delle file dell’Isis».
La manifestazione pro Isis non è l’unico motivo di preoccupazione degli olandesi. In una lettera al primo ministro Mark Rutte, il portavoce del centro ebraico Simon Wiesenthal, Shimon Samuels, si è detto «preoccupato per le comunità giudaiche nel Paese. Il razzismo e l’antisemitismo stanno crescendo in Olanda e non solo per colpa dell’Isis».
VIA ALLE INDAGINI. Immediata la risposta di van Aartsen: «I manifestanti non hanno infranto alcuna legge». Dichiarazione che ha lasciato basita la popolazione, alla luce anche delle foto che circolano in Rete dove un cittadino olandese-iracheno viene ritratto nella città siriana di Raqqa (nella zona controllata dall’Isis), circondato da quelle che sembrano essere diverse teste mozzate impalate sopra una recinzione.
Sebbene lo scatto potrebbe essere un fake, nei Paesi Bassi è allerta per il gran numero di cittadini che si sono recati in Siria e in Iraq per combattere a fianco dei fondamentalisti. Anche per questo motivo alcuni pubblici ministeri hanno avviato una serie di indagini per trovare e fermare membri dell’Isis in territorio olandese.

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