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GIUSTIZIA 28 Luglio Lug 2014 0930 28 luglio 2014

Truffa a Regione Sicilia, indagata Banca Nomura

La procura: danno da 175 mln. Sette persone sotto inchiesta.

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La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta contro Banca Nomura: l'accusa è di truffa aggravata dalla transnazionalità ai danni della Regione Sicilia.

La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta nei confronti della banca di investimenti giapponese Nomura in merito a una presunta truffa ai danni Regione Sicilia per 175 milioni di euro. Nell'indagine, in cui sarebbero coinvolti quattro manager dell'istituto di credito e tre professionisti palermitani (l'accusa è di truffa aggravata dalla transnazionalità) gli inquirenti hanno ottenuto il sequestro di 100 milioni di euro.
ANCHE CUFFARO NEL MIRINO. Tra le persone indagate per truffa ci sarebbero Marcello Massinelli e Fulvio Reina, consulenti dell'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, e alcuni funzionari dell'istituto di credito. Ma gli inquirenti starebbero portando avanti un'inchiesta parallela per corruzione che riguarderebbe Cuffaro, attualmente in cella per scontare una condanna per favoreggiamento aggravato alla mafia.
CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI SANITARI E DANNO DA 175 MLN. Le indagini avrebbero accertato la responsabilità della Nomura in una truffa alla Regione, messa a segno attraverso la cartolarizzazione di crediti sanitari e operazioni di finanza derivata, con un danno di 175 milioni di euro. L'inchiesta ha origine dalla cessione di crediti per 630 milioni vantati diversi operatori sanitari (Asl e ospedali) nei confronti della Regione per forniture relative agli anni 1995, 1997 e 1998. In particolare dal 2002 le aziende si sono riunite in un consorzio che ha ceduto i crediti alla Crediti sanitari Regione Sicilia di Milano, una società cosiddetta veicolo, emanazione della banca e con sede a Londra. Il contratto stipulato prevedeva che la Regione si sarebbe impegnata a pagare alla società cessionaria del credito un tasso di interesse molto più oneroso rispetto alle condizioni di mercato Le indagini mirano a individuare i politici che hanno portato a emettere i provvedimenti amministrativi che hanno ratificato l'accordo di cartolarizzazione, operazione che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata antieconomica e avrebbe creato un danno di 115 milioni alla Regione.
SECONDO FILONE DI INDAGINE SU STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI. Il secondo filone di indagine riguarda, invece, riguarda la sottoscrizione di strumenti finanziari derivati tra la Regione e la Nomura Plc: la banca che ha vestito i panni sia di consulente che di controparte contrattuale. Secondo gli inquirenti, che hanno delegato complesse consulenze tecniche per fare luce sulla vicenda, il contenuto dei tre contratti sarebbe stato «gravemente squilibrato» ai danni della Regione che avrebbe subito un danno di 60 milioni. Gli indagati avrebbero taciuto circostanze fondamentali sul contenuto dei contratti facendo credere ai funzionari della Regione che si trattava di operazioni economicamente convenienti.
CACCIA A POLITICI «COMPIACENTI». L'inchiesta è stata condotta anche attraverso rogatorie internazionali che hanno accertato che parte dei guadagni illeciti sarebbe stata destinata dalla Nomura Plc a due società off-shore (con sedi in Irlanda e alle Isole Vegini) riconducibili a due professionisti palermitani. I due avrebbero intascato circa 20 milioni. Una parte delle somme è stata accreditata su banche svizzere per poi essere recapitata ai due professionisti. Si indaga per scoprire se la conclusione dei contratti sia stata «sponsorizzata» e agevolata da politici compiacenti coinvolti, se ciò fosse provato, in una maxi corruzione.

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