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FISCO 29 Luglio Lug 2014 1700 29 luglio 2014

Agenzia delle Entrate, arrestati due ispettori

Accusati di concussione. Tangenti per ridurre le sanzioni.

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Un'auto della guardia di finanza.

Una mazzetta da 7/8 mila euro ogni 100 mila di sconto sulla somma da versare al fisco. Con l'accusa di concussione il 29 luglio sono stati arrestati dai finanzieri del Gico due ispettori dell'Agenzia delle Entrate di Roma.
Si tratta di Giuseppe Costantini, 57 anni, e Gian Piero Giliberti,40. Avevano chiesto 25 mila euro a un ristoratore per ridurgli una sanzione.
SEGNALAZIONE DELL'AGENZIA. «L'arresto dei due funzionari infedeli è partito da una nostra segnalazione che ha collaborato e sta collaborando con gli inquirenti per far emergere eventuali responsabilità dei propri dipendenti», ha sottolineato l'Agenzia delle Entrate.
A emettere il provvedimento di custodia cautelare è stato, su richiesta del pm Mario Palazzi, il gip Simonetta D'Alessandro. I due ispettori, nel corso di una verifica nel ristorante 'Mezzo' di via di Priscilla, avevano prospettato al titolare, sulla base di quelli che secondo l'ordinanza erano «infondati calcoli legati al quantitativo di pasta acquistata, maggiori ricavi non dichiarati» e quantificati inizialmente in oltre 1 milione e 100 mila euro, poi ridotti a 560 mila. Per abbassare l'entità della sanzione a 140-150mila euro, i due ispettori avrebbero chiesto 7-8mila euro ciascuno concordando una mazzetta complessiva di 28 mila euro, poi ridotta a 25 mila.
TANGENTI CHIAMATE «DOCUMENTI». Al momento della consegna del denaro, Costantini e Giliberti parlavano in gergo di «documenti» con il ristoratore.
Da tempo sotto osservazione da parte della Fiamme gialle, hanno avuto sentore della «trappola» ed evitato di incassare il balzello, consegnando al ristoratore il verbale relativo alla presunta evasione di 560 mila euro.
Prima di allontanarsi, Costantini si era rivolto al ristoratore chiedendo: «Mi sta fregando?». Anche se il denaro non è stato prelevato, la concussione rimane e da qui la richiesta di arresto. Particolare rilievo assume, per gli inquirenti, un'intercettazione in cui Costantini e Giliberti, commentando una perquisizione alla quale erano stati sottoposi, affermavano: «È annata bene».
VERIFICHE ANCHE SU ALTRI RISTORANTI. In un altro dialogo telefonico intercettato dal Gico, Giliberti diceva esplicitamente: «Per fortuna che i soldi non l'ho presi... per fortuna».
Alla luce di quanto accaduto, la procura intende accertare se altre verifiche compiute, soprattutto in ristoranti, da Giliberti e Costantini siano sfociate in richieste di tangenti. I due devono rispondere anche di falso e truffa nei confronti dell'Agenzia delle Entrate per aver redatto verbali relativi alla verifica nel ristorante 'Mezzo' con l'indicazione di orari nei quali, come emerso dal controllo delle celle telefoniche, risultavano altrove.

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