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SCIENZA 29 Luglio Lug 2014 1257 29 luglio 2014

Fecondazione eterologa, le linee guida in Italia

Le ipotesi di regolamentazione.

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La Toscana è la prima regione italiana a essersi dotata di regole sulla fecondazione eterologa, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il divieto contenuto nella legge 40 del 2004. A livello nazionale, però, mancano ancora le linee guida e un quadro normativo di riferimento: le coppie sterili che vogliono avvalersi della tecnica, diventata legittima anche in Italia, e i potenziali donatori di gameti, non sanno quindi esattamente come muoversi.
LORENZIN: «IL TESTO È PRONTO». Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha in programma un'audizione alla Camera, fissata alle 14.30 di martedì 29 luglio, per riferire sul tema in parlamento. Uno schema di decreto legge sarebbe «già pronto», e il provvedimento potrebbe essere varato nel prossimo Consiglio dei ministri, entro fine luglio.
Nell'attesa, ecco quali sono state le conclusioni del Tavolo tecnico convocato dal ministro, e come potrebbe essere regolamentata l'eterologa nel nostro Paese.

Le possibili linee guida italiane

PIÙ FIGLI DA UNICO DONATORE. Ogni coppia che accederà all'eterologa, secondo le indicazioni elaborate dal Tavolo tecnico (le cui conclusioni sono disponibili qui), dovrebbe poter avere più figli nati dallo stesso donatore biologico. Per le coppie sterili dovrebbe quindi essere possibile dare fratelli e sorelle biologici al nascituro ricorrendo più volte allo stesso donatore, proprio come per tutte le altre coppie.
MASSIMO 25 FECONDAZIONI. Il limite al numero di fecondazioni possibili per ciascun donatore, secondo gli esperti consultati dal ministero, dovrebbe basarsi su «opportune valutazioni epidemiologiche che, già effettuate in altri Paesi, hanno limitato a circa 25 le nascite per una comunità di 1 milione di abitanti». Un numero non casuale, che garantisce statisticamente dal rischio di un incontro involontario tra consanguinei.
LA CREAZIONE DI BIO-BANCHE PUBBLICHE. Gli esperti hanno indicato la necessità di istituire bio-banche pubbliche per conservare i gameti e renderli disponibili alle coppie che richiedono di accedere al trattamento di fecondazione assistita eterologa. Per farlo, è stata suggerita al ministero l'apertura di un nuovo e specifico capitolo di spesa interno al Servizio sanitairo nazionale.
GARANZIA DELL'ANONIMATO PER I DONATORI. Tra i punti caratterizzanti delle linee guida sull’eterologa, dovrebbero rientrare anche l’anonimato dei donatori e la gratuità della donazione. Risalire al donatore dovrebbe essere possibile solo sulla base di 'gravi motivi' (vedi malattia ereditaria del nascituro). Il tribunale potrebbe allora ritenere opportuno risalire al genitore biologico, sempre che quest'ultimo abbia dato il suo consenso.
GRATUITÀ DELLE DONAZIONI. Al fine di evitare fenomeni di commercio di sostanze biologiche, secondo gli esperti del Tavolo tecnico, occorre garantire nelle linee guida che la messa a disposizione di ovuli e gameti sia gratuita, prevedendo un semplice sistema di rimborsabilità analogo a quello attualmente in vigore per donazioni di altro tipo, che miri a coprire le spese sostenute per il tempo necessario all'operazione.
AGEVOLAZIONI PER GLI OVULI IN PIÙ. Una riduzione delle spese d'intervento potrebbe essere invece destinata alle donne che decidano di mettere a disposizione di altre pazienti gli ovuli soprannumerari ottenuti durante la procedura di fecondazione assistita.
ETÀ CONSIGLIATA TRA I 21 E I 35 ANNI. La scelta dei donatori dovrà tenere conto del loro buono stato di salute e valutare l’assenza di malattie genetiche. L'età consigliabile oscilla tra i 21 e i 35 anni, sia per le donne che per gli uomini, anche se per quest’ultimi sembra più probabile un tetto a 45 anni. Al contrario, al momento, non si parla di un’età massima per la coppia che intenda accedere alla fecondazione.

I paletti negli altri Paesi

OLANDA. In Olanda ogni donatore può avere al massimo 25 figli. La probabilità che i fratelli s'incontrino involontariamente è pari a uno su 750 mila. Il tetto olandese stabilisce che ogni 100 mila abitanti è possibile un massimo di 15,6 figli nati da uno stesso padre biologico.
FRANCIA. In Francia ogni donatore può avere al massimo cinque figli, e la probabilità che due fratelli biologici s'incontrino è pari a 0,8 ogni 100 mila abitanti.
DANIMARCA. In Danimarca il limite è stato fissato a 12, dopo il caso di un uomo che aveva trasmesso a cinque dei 43 figli avuti in 10 Paesi una malattia genetica rara.
SPAGNA. Il numero massimo di donazioni consentite è sei.
GERMANIA. Il massimo delle donazioni è 15.
USA. La maggior parte dei centri segue le linee guida dell' American Society for Reproductive Medicine, che prevedono 25 nati da singolo donatore ogni 800 mila abitanti.
GRAN BRETAGNA. Oltremanica mancano i donatori. La Gran Bretagna ha un limite di 10 figli, che corrisponde a un massimo di 1,7 nati da uno stesso padre ogni 100 mila abitanti. Il limite e la scarsità di donatori rapportata alla richiesta ha portato molte donne britanniche a 'ordinare' spermatozoi all'estero.

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