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GUERRA 29 Luglio Lug 2014 2201 29 luglio 2014

Gaza, Israele bombarda: 100 morti

Centrale elettrica ko. Le vittime sono 1.200.

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Raid israeliani su Gaza.

La guerra ha raggiunto il suo giorno numero 22. I morti sono saliti a quasi 1.200 (almeno 229 bambini, secondo l'Onu), 100 solo nella notte tra il 28 e il 29 luglio, in cui Israele è tornata a farsi sentire con i suoi bombardamenti su Gaza. E ora si torna a parlare di tregua.
Una fonte militare israeliana ha rivelato che «sono stati raggiunti gli obiettivi affidati» all'esercito e che ora «la leadership politica deve decidere se andare ancora avanti o ritirarsi» dalla Striscia.
CESSATE IL FUOCO DI 24 ORE. Anche l'Olp, mentre Gaza è rimasta al buio per i bombardamenti, ha dato la sua disponibilità. Yasser Abed Rabbo ha fatto sapere da Ramallah che le delegazioni delle fazioni palestinesi riunite al Cairo, con la mediazione egiziana e del leader Abu Mazen, avrebbero annunciato a breve una tregua umanitaria di 24 ore (con disponibilità di estenderla fino a 72 ore), accettata anche da Hamas, e senza nessuna precondizione per Israele.
Ma dal portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri è arrivata la smentita immediata: «Prenderemo in considerazione un cessate il fuoco quando Israele si impegnerà a rispettarlo a sua volta, con garanzie internazionali».
RABBO: «HAMAS PRONTA AL CESSATE IL FUOCO». In serata Abed Rabbo ha confermato tuttavia che lo stesso Khaled Meshaal, capo in esilio di Hamas, ha «acconsentito alla proposta di cessate il fuoco avanzata dall'Autorità nazionale palestinese».
Che trattative serrate siano in corso al Cairo l'hanno rivelato anche altre fonti, secondo le quali però ancora l'intesa non è stata raggiunta. A premere per una tregua sono tornati anche il 29 luglio sia il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon sia il capo della diplomazia Usa John Kerry.
Il primo ha ammonito sulle «conseguenze devastanti» che avrebbero altri spostamenti di popolazione all'interno della Striscia. Mentre Kerry ha detto che Israele vuole un cessate il fuoco che consenta di smantellare i tunnel, sottolineando di parlare con Netanyhau «due, tre, quattro volte al giorno».

Kerry: «Israele vuole la tregua». Ma Tel Aviv smentisce

Soldati israeliani.

Netanyahu, ha aggiunto, ha chiesto agli Stati Uniti di aiutare a raggiungere una tregua. Parole che, rimbalzate in Israele, sembrano aver provocato una nuova frizione tra Kerry e Netanyahu . Fonti dell'ufficio del premier hanno negato che Netanyahu abbia chiesto agli Usa di muoversi per un cessate il fuoco umanitario a Gaza.
«È stato Kerry», hanno riferito le fonti ai media, «a sollevare l'opzione per una tregua e non l'opposto». Inoltre Netanyahu avrebbe detto al segretario di Stato Usa che l'operazione «è necessaria per proteggere i civili israeliani e per stoppare i tunnel».
OBAMA DURO CON NETANYAHU. La tivù di Stato israeliana ha anche reso noto il testo della telefonata tra Barack Obama e lo stesso Netanyahu dal quale emergerebbe un tono piuttosto perentorio da parte del presidente Usa nei confronti dell'alleato, con la richiesta immediata di mettere fine all'escalation militare.
Ma nell'attesa che lo scontro si fermi, sono state le armi a continuare a parlare: la notte a Gaza è stata un diluvio di bombe dopo la forte ripresa dei razzi del 28 luglio e il tentativo di un commando di Hamas di infiltrarsi nel Sud di Israele. La sera del 29 luglio sono morte almeno 13 persone.
A essere colpita, tra gli altri obiettivi, è stata la centrale di Gaza, l'unica della Striscia, che brucia da ore e che ha lasciato al buio gli abitanti in quelle poche zone dove ancora c'era elettricità.
ISRAELE AVVISA GLI ABITANTI: LASCIATE LE CASE. Gli sfollati sono circa 300 mila e i forni sono stati presi di assalto. E Israele ha avvisato abitanti di altri rioni, specie nel Nord della Striscia, di lasciare le case in vista di nuovi attacchi. Hamas, secondo la tivù israeliana ma senza conferme da Gaza, avrebbe aperto il fuoco su un gruppo di palestinesi che due giorni prima a Beit Hanun, nel Nord, «protestavano per le condizioni in cui erano venuti a trovarsi».
Cinque persone sarebbero rimaste uccise, altre decine ferite. L'esercito israeliano, che a oggi conta 53 soldati morti, ha scoperto, e ucciso, cinque «terroristi» che uscivano da un tunnel a Khuza nel Nord della Striscia.
Anche i razzi (2.612 in tre settimane) sono arrivati nel Sud dello Stato ebraico e in serata la Jihad islamica ha rivendicato il lancio verso la zona di Gerusalemme, a un passo dalla Cisgiordania. La notte tra il 28 e il 29 luglio tre razzi sono stati intercettati sopra Tel Aviv.

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