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VIRUS 30 Luglio Lug 2014 1222 30 luglio 2014

Ebola, rischi di contagio in Europa e Usa

L'allarme lanciato dal ministro degli Esteri britannico.

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Un malato di ebola.

L'ebola fa paura. Non solo in Africa, ma anche in Occidente: in Europa e negli Stati Uniti.
Il virus, che ha già ucciso più di 670 persone, è diventato ufficialmente «una minaccia» per il Regno Unito, secondo quanto ha dichiarato alla Bbc il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond.
Il comitato d'emergenza 'Cobra' (Cabinet Office Briefing Room A) sulla diffusione della malattia si è riunito il 30 luglio a Londra. Anche se non sono stati registrati casi nel Paese, il governo di Sua Maestà ha ritenuto necessario alzare il livello di guardia negli aeroporti e per i connazionali che viaggiano in Africa.
TEST A BIRMINGHAM. A Birmingham, nel frattempo, un cittadino britannico di cui non è stata resa nota l'identità è stato sottoposto a un test per capire se avesse contratto il virus di ritorno dalla Nigeria via Parigi. L'esame ha dato esito negativo. La Public Health England, autorità sanitaria inglese, ha messo comunque in guardia gli addetti alle dogane e lo staff di servizio negli aeroporti, invitati a prestare la massima attenzione ai sintomi dei passeggeri che potrebbero rivelare l'insorgere della malattia. Un avviso urgente è stato diramato anche ai medici generici in tutta la Gran Bretagna.
PER L'OMS L'EPIDEMIA È «REGIONALE». L’ultimo bollettino dell'Organizzazione mondiale della sanità ha confermato la gravità dell'epidemia, che ormai è diffusa su scala «regionale» e che in soli due giorni, dal 21 al 23 luglio, ha fatto registrare 108 nuovi casi. Mentre la Liberia ha sospeso tutte le partite di calcio per limitare i rischi di contagio (che nel Paese ha già colpito 249 persone uccidendone 129), la presidente Johnson Sirleaf ha ordinato la chiusura delle frontiere e la messa in quarantena delle comunità più colpite. E la principale compagnia aerea della Nigeria ha deciso di non effettuare più voli né il Liberia, né in Sierra Leone.

Mappa della distribuzione del virus ebola nel 2014.

LA VITTIMA IN NIGERIA. A spaventare l'Occidente sono proprio i collegamenti aerei con l'Africa occidentale. Soprattutto dopo che si è scoperto che Patrick Sawyer, ucciso dal virus venerdì 25 luglio a Lagos, capitale della Nigeria, era un cittadino americano d'origine liberiana che si apprestava a tornare negli States. Sawyer, che lavorava per il governo di Monrovia, si era recato in Liberia per assistere al funerale della sorella. Lì si è ammalato, e ha sviluppato i sintomi mentre era a bordo dell'aereo che lo avrebbe portato in Nigeria. Sua moglie, però, ha rivelato che la destinazione finale del viaggio erano proprio gli Stati Uniti, e il Minnesota dove la coppia viveva. I passeggeri che erano sullo stesso volo di Sawyer sono stati avvertiti sui sintomi della malattia, ma hanno avuto l'autorizzazione a proseguire i loro viaggi.
L'UE STANZIA 2 MILIONI. Per rispondere all'epidemia, la più grave mai registrata nella storia, la Commissione europea ha stanziato altri 2 milioni di euro, che porteranno a 3,9 milioni l'aiuto totale per combattere la malattia nell'Africa occidentale. Secondo l'Ue, «non si può scartare l'ipotesi che un caso giunga in Europa, ma esistono i mezzi per contenere rapidamente l'epidemia». Come dimostrato da un caso sospetto a Valencia, immediatamente messo in quarantena: tutti i test hanno dato esito negativo.

  • Il video della Bbc Che cos'è l'ebola in 60 secondi.

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