Alma Shalabayeva Kazakistan 130724065409
SENTENZA 30 Luglio Lug 2014 1537 30 luglio 2014

Shalabayeva, espulsione illegittima

La Cassazione accoglie il ricorso.

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Alma Shalabayeva e la figlia Alua: entrambe sono state espulse dall'Italia.

Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Muktar Abliazov, non doveva essere espulsa dall'Italia e il provvedimento di rimpatrio è viziato da «manifesta illegittimità originaria».
Lo ha affermato la Cassazione, che ha accolto il ricorso della Shalabayeva contro il decreto del giudice di pace di Roma del 31 maggio 2013.
CONVALIDA ANNULLATA. In particolare la Sesta sezione civile della Suprema corte, con la sentenza 17407 depositata il 30 luglio, ha accolto il ricorso della Shalabayeva e ha annullato senza rinvio la convalida del trattenimento della donna al Cie di Roma (Ponte Galeria) da parte del giudice di pace di Roma, che faceva seguito al provvedimento di espulsione emesso il giorno prima.
Shalabayeva, dopo aver passato qualche ora nel Cie, era stata imbarcata su un volo per il Kazakistan assieme alla figlia Alua di soli sei anni.
L'IRRUZIONE TRA LE ANOMALIE. In particolare, tra le anomalie segnalate dai giudici figura l'irruzione notturna delle forze dell'ordine nell'abitazione di Casal Palocco dove risiedeva Shalabayeva, che era stata fatta per cercare suo marito e non per finalità di prevenzione e repressione dell'immigrazione irregolare. «La contrazione dei tempi del rimpatrio e lo stato di detenzione e sostanziale isolamento» nel quale è stata tenuta Alma Shalabayeva «dall'irruzione alla partenza, hanno determinato nella specie un irreparabile vulnus al diritto di richiedere asilo e di esercitare adeguatamente il diritto di difesa».

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