CONFLITTO 31 Luglio Lug 2014 1116 31 luglio 2014

Gaza, la guerra continua: Israele chiama altri riservisti

Raid su moschea, feriti in 15: si erano rifugiati in scuola dell'Onu.

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Non c'è pace né tregua per Gaza, giunta al suo 23esimo giorno di guerra con un bilancio di 1.400 palestinesi morti e 8.100 feriti. Il 31 luglio il presidente palestinese Abu Mazen ha dichiarato la Striscia «zona disastrata» e ha incalzato la comunità internazionale a proteggere e aiutare la popolazione.
In una lettera al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha accusato Israele di violazione dei diritti umani, e dalle Nazioni unite è arrivata una durissima accusa a Tel Aviv: «Viola deliberatamente il diritto internazionale».
Ma Tel Aviv non ha alcuna intenzione di fermarsi, e mentre l'ambasciata italiana ha accusato Hamas di non aver mai rispettato il cessate il fuoco, il governo ha mobilitato altri 16 mila riservisti per l'esercito israeliano, giunto così a 86 mila effettivi in vista del proseguimento dell'operazione militare nella Striscia.
«RIPOSO PER LE TRUPPE». «L'esercito ha emesso 16 mila ordini di mobilitazione supplementari per permettere alle truppe sul terreno di riprendersi, portando il totale dei riservisti effettivi a 86 mila», ha spiegato il portavoce militare.
Secondo la radio pubblica, la decisione è stata presa all'unanimità dal Gabinetto di sicurezza dopo una riunione di cinque ore, per proseguire gli attacchi contro gli «obiettivi terroristici» e le operazioni di «neutralizzazione» dei tunnel di Hamas.
«Con o senza il cessate il fuoco Israele distruggerà i tunnel che minacciano i suoi cittadini», ha ribadito il premier Benjamin Netanyahu. «Questa è la prima fase verso la smilitarizzazione della Striscia di Gaza».


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RIUNIONE DEL GABINETTO DI SICUREZZA IL 31 LUGLIO. L'emittente ha aggiunto che una nuova riunione del Gabinetto di sicurezza, che comprende otto ministri, è prevista nel pomeriggio del 31 luglio.
Citato dalla radio pubblica, un generale responsabile del settore di Gaza ha spiegato che la distruzione dei tunnel è «una questione di giorni».
FERITI 15 PALESTINESI IN UNA SCUOLA ONU. Intanto, 15 palestinesi rifugiatisi in una scuola dell'Onu nel Nord della Striscia sono rimasti feriti in un raid dell'aviazione israeliana contro una moschea situata nelle vicinanze, secondo quanto riferito dai servizi d'emergenza locali. «Quindici persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave, in una scuola dell'agenzia per i rifugiati palestinesi Unrwa nel campo profughi di Jabaliya», ha spiegato il portavoce dei servizi d'emergenza Ashraf al Qodra.
CRITICHE DEGLI USA. Un atto che ha fatto indignare anche gli Usa: «Il bombardamento di edifici dell'Onu adibiti a rifugio è totalmente inaccettabile e indifendibile», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, spiegando come «non abbiamo alcun elemento che contraddica la versione sull'incidente fornita dalle Nazioni Unite».
HAMAS SPARA 30 RAZZI SUL NEGEV. Oltre 30 razzi, intanto, sono stati sparati da Hamas da Gaza verso il Negev occidentale e verso la città di Sderot nei minuti in cui a Tel Aviv il premier Netanyahu apriva una seduta di governo. Le batterie di difesa Iron Dome hanno intercettato sette razzi, secondo la emittente Canale 10. I frammenti di un razzo sono caduti a Sderot. Secondo il portavoce militare di Tel Aviv sono più di 2.850 i razzi sparati dall'inizio del mese. Le città più bersagliate da Gaza sono state Ashqelon, Ashdod e Beer Sheva, nel sud di Israele. Inoltre i mortai palestinesi hanno martellato con insistenza da Gaza gli insediamenti agricoli ebraici del Neghev occidentale.

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