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STRISCIA DI SANGUE 31 Luglio Lug 2014 2130 31 luglio 2014

Gaza, l'Onu accusa gli Usa: «Armano Israele»

Le Nazioni Unite: «Armano Tel Aviv».

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Un carro armato israeliano modello Merkava utilizzato nell'offensiva sulla Striscia di Gaza.

Tel Aviv richiama 16 mila soldati riservisti e Hamas risponde con altri razzi su Israele: il fuoco su Gaza non si placa e al 23esimo giorno di scontri il drammatico bilancio dei morti tocca quota 1400 morti e 8mila quello dei ferito.
In questo scenario devastante l'Onu alza la voce nel difficile tentativo di fermare la strage. L'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay ha accusato giovedì 31 agosto gli Usa di fornire «artiglieria pesante a Israele» con una spesa di «quasi 1 miliardo per creare una protezione contro i razzi a beneficio dei civili israeliani ma non di quelli palestinesi».
«ISRAELE VIOLA DELIBERATAMENTE IL DIRITTO INTERNAZIONALE». Poi ha detto che Hamas e Israele «commettono gravi violazioni dei diritti umani, che potrebbero costituire crimini contro l'umanità».
In particolare lo Stato ebraico, che «deliberatamente» viola il diritto internazionale.
L'offensiva dell'Onu contro la guerra ha schierato anche una nuova riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza: «Israele, Hamas e gli altri gruppi», ha ammonito la responsabile per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, Valerie Amos, «devono rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario. Anche la guerra ha delle regole».
TEL AVIV RESPINGE LE ACCUSE: «COMBATTIAMO TERRORISTI». Israele - mentre i razzi sono tornati anche su Tel Aviv - ha respinto le accuse. «Hamas», ha detto il suo rappresentante alle Nazioni Unite Ron Prosor, «è responsabile di crimini di guerra e usa i civili come scudi umani». «Basta con questa idea di Hamas che combatte per la libertà», ha aggiunto, ricordando che la fazione islamica «è un'organizzazione terroristica» e che «nessun soldato israeliano» spara «intenzionalmente sui civili».
NETANYAHU: «AVANTI CON O SENZA TREGUA». Per questo, ha risposto da Gerusalemme il premier Benyamin Netanyahu nella seduta di governo, l'esercito va avanti per finire il lavoro e, «con o senza tregua», continuerà a neutralizzare i tunnel. «Siamo determinati», ha proseguito, «a proseguire nella nostra missione».
A giudicare dalle mosse sul campo - che il 31 luglio hanno registrato una minore intensità di attacchi alla Striscia - l'esercito israeliano sembra stia avanzando, anche se di poco per ora, all'interno di Gaza: l'agenzia Maan ha riportato la morte di 5 palestinesi uccisi dal fuoco israeliano a Nusseirat e a Deir el-Balah, nel settore centrale della Striscia.
L'esercito, che ha denunciato più volte l'uso di strutture civili da parte di Hamas, ha anche diffuso un filmato che mostra l'interno di una moschea di Gaza nel quale sono stati trovati vani con armi e due tunnel. La situazione umanitaria - come ha denunciato l'agenzia dei rifugiati dell'Onu, l'Unrwa - è catastrofica: i civili a Gaza «sono sull'orlo di un precipizio», secondo il capo dell'organizzazione Pierre Krahenbuhl.
ABU MAZEN A BAN KI MOON: «ISRAELE ZONA DISASTRATA». Il presidente palestinese Abu Mazen ha informato il segretario generale Ban Ki-moon di aver dichiarato Gaza «area disastrata», chiedendo la protezione delle Nazioni Unite. Gli sfollati nell'enclave - secondo dati forniti dal portavoce dell'agenzia su posto, Adnan Abu Hasna - sono 226 mila nelle strutture dell'Unrwa.
ONU: «L'80% DELLE PERSONE UCCISE SONO CIVILI». Ma cifre dell'Onu portano a circa 400 mila il numero complessivo e Amos ha sottolineato che «l'80% delle persone uccise finora sono civili, di cui 251 bambini».
CASA BIANCA: «BOMBE SU EDIFICI ONU INDIFENDIBILI». La diplomazia - anche se al Cairo si continua a lavorare - sembra per ora essere impotente nel fermare la guerra. E nella serata del 31 luglio la Casa Bianca, per bocca del portavoce Josh Earnest, ha definito «il bombardamento di edifici dell'Onu adibiti a rifugio totalmente inaccettabile e indifendibile». «Non abbiamo alcun elemento che contraddica la versione sull'incidente fornita dalle Nazioni Unite», ovvero che a sparare sia stato Israele, ha aggiunto.
ERDOGAN: «RAID ISRAELIANI COME QUELLI NAZISTI». A spingersi ben più in là nell'attaccare lo Stato ebraico è stato il premier turco Erdogan, vicino a Hamas, che ha paragonato l'operazione militare israeliana a «quelle dei nazisti e di Hitler»: «Quanto avviene a Gaza richiamo lo spirito perverso del male di Hitler: è razzismo, è fascismo», ha tuonato.
KERRY: «USA SPERANO IN CESSATE IL FUOCO». Nonostante tutto questo, dall'India il segretario di Stato americano John Kerry, pur senza fare «promesse», ha detto che «gli Usa conservano la speranza per un cessate il fuoco». A restare ancora sul tavolo - dopo gli alti e bassi di questa settimana - sembra essere la proposta di mediazione egiziana, «l'unica carta da giocare», l'ha definita il premier Matteo Renzi, atteso sabato 2 agosto al Cairo per incontrare il presidente Sisi.

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