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TRIPOLI 31 Luglio Lug 2014 1250 31 luglio 2014

Libia, Mogherini: «Rischio guerra civile»

Il ministro in Commissione Esteri: «Finora più di 200 morti».

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Federica Mogherini, ministro degli Esteri italiano.

La Libia corre il rischio di essere trascinata in una «sanguinosa guerra civile», perché dagli scontri attualmente in corso «difficilmente potrà emergere un vincitore che possa governare». Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha relazionato in Commissione Esteri al Senato sulla situazione nel Paese nordafricano, dove gli scontri tra milizie, sia nella capitale che a Bengasi, hanno causato finora «più di 200 morti e 400 feriti».
DISTRUTTO AEROPORTO DI TRIPOLI. L'aeroporto di Tripoli è «ormai distrutto», ha detto ancora Mogherini, mente la produzione petrolifera in Libia non è al momento in «condizione preoccupante». A combattersi sul campo, in particolare nella capitale, ci sarebbero «un fronte islamista e uno non islamista». Alle elezioni del 25 giugno il ministro ha ricordato che «il campo non islamista ha ottenuto circa il 50% dei seggi sui 200 disponibili», mentre solo «il 15% è andato agli islamisti».
IL LIBIA 241 ITALIANI. In Libia ci sono ancora 241 italiani, di cui 144 in Tripolitania, 64 in Cirenaica, 33 nel Fezzan, più 45 tra personale dell'ambasciata e istituzionale, secondo le cifre fornite dal ministro degli Esteri. «Da ieri (mercoledì 30 luglio, ndr) siamo impegnati a contattarli personalmente per offrire la possibilità di rientrare in Italia», ha aggiunto. Ci sono inoltre 830 italiani residenti stabili, «di cui l'80% con doppia cittadinanza che si presume sceglieranno di restare».
BENGASI «FORSE IN MANO AD ANSAR AL SHARIA». Mogherini ha anche detto che è tutta da verificare la notizia «della presa di Bengasi da parte di Ansar al Sharia», mentre a Tripoli nelle ultime ore sarebbe in corso un «fragile cessate il fuoco», che sembra «non reggerà a lungo».

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