GUERRA 1 Agosto Ago 2014 1140 01 agosto 2014

Gaza, finita la tregua umanitaria Israele-Hamas

È durato meno di cinque ore il cessate il fuoco.

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Un'illusione durata nemmeno cinque ore. La tregua umanitaria di tre giorni decisa da Israele e Hamas nella serata di giovedì 31 luglio è finita verso le 12.30 ora locale (le 11.30 in Italia) di venerdì 1 agosto.
Ad annunciare la fine del cessate il fuoco sono state fonti ufficiali israeliane citate da Radio Gerusalemme. Secondo un tweet di un giornalista di Haaretz, il governo avrebbe informato l'inviato dell'Onu nella zona che l'interruzione dell'azione militare era da considerarsi finita. Al centro dello scontro il rapimento (rivendicato da Hamas) di un soldato israeliano che operava nella Striscia. Si tratta di un ufficiale della brigata di fanteria Ghivati. Si chiama Hadar Goldin e ha 23 anni. «Hamas deve liberare immediatamente il soldato israeliano rapito», ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry.
L'ONU CONDANNA I PALESTINESI. L'inviato dell'Onu in Medio Oriente, Robert Serry, ha puntato il dito contro i palestinesi per l'accaduto: «Se i fatti saranno confermati, si tratterebbe di una seria violazione del cessate il fuoco umanitario da parte delle fazioni palestinesi e da condannare nei termini più forti».
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è detto «scioccato e profondamente deluso» da questi ultimi sviluppi.
RAID SULLA STRISCIA. Fonti mediche da Gaza raccolte dall'agenzia Maan hanno riferito che decine di palestinesi sono rimasti uccisi e circa 200 sono rimasti feriti nel fuoco dell'artiglieria israeliana, in risposta a colpi di mortaio sparati da miliziani della Striscia usciti da un tunnel. Che tradotto significa l'addio al cessate il fuoco.
COLPITO UN OSPEDALE A RAFAH. Duri bombardamenti israeliani hanno poi colpito Rafah provocando 72 morti e oltre 350feriti. Fonti locali hanno riferito che l'ospedale della città, Abu Yussuf al-Najar, è stato bombardato. L'esercito israeliano ha ordinato lo sgombero immediato dell'ospedale. Il provvedimento viene collegato alla ricerche del militare rapito.
NIENTE VERTICE IN EGITTO. A seguito degli eventi, l'Egitto ha quindi deciso di «cancellare» i colloqui con israeliani e palestinesi per una pace duratura a Gaza: a scriverlo è stato il quotidiano Al-Ahram citando una «fonte palestinese che doveva partecipare ai negoziati».
Poche ore prima dell'annuncio, Il Cairo aveva invitato «l'Autorità palestinese e il governo israeliano a inviare loro delegazioni per negoziarenel quadro dell'iniziativa egiziana». L'Egitto aveva invitato «le due parti a rispettare il loro impegno a un cessate il fuoco per permettere l'avvio dei negoziati».

Tel Aviv e Hamas si accusano a vicenda sulla fine della tregua

Israele e Hamas si sono poi accusate a vicenda per la fine della tregua.
Tel Aviv, attraverso una fonte ufficiale dell'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, ha puntato il dito contro il nemico e le «altre organizzazioni terroristiche a Gaza» spiegando che «ancora una volta hanno violato il fuoco per il quale si erano impegnate davanti al segretario di Stato Usa e al segretario generale dell'Onu».
SOLDATO RAPITO A GAZA. Secondo fonti di SkyTg24, Israele ha deciso di porre fine alla tregua per un «episodio grave avvenuto nella Striscia».
I media israeliani hanno parlato di un soldato impegnato nell'operazione militare nella Striscia che risulta disperso: Tel Aviv teme che sia stato rapito da un commando di miliziani palestinesi. La conferma è poi stata data dal portavoce militare dello Stato ebraico che ha parlato di un rapimento a opera di «terroristi». Due soldati israeliani sono inoltre rimasti uccisi dall'esplosione di un kamikaze palestinese.
TUTTA COLPA D'ISRAELE? Opposto il punto di vista di Hamas sulla fine del cessate il fuoco. Il suo portavoce Moussa Abu Marzouk ha accusato Israele di «non rispettare mai i suoi impegni».
«Siamo impegnati al cessate il fuoco fino a quando l'occupante lo è», è stata la tesi arrivata dalla Striscia di Gaza e ripresa dai media israeliani.

SCONTRI NELLA TREGUA. Che la tregua non fosse rispettata, però, lo si era già capito qualche ora prima, quando le sirene di allarme erano risuonate a Kerem Shalom nel Sud di Israele.
Poi il sito di Hamas, ripreso da Haaretz, aveva riferito che quattro palestinesi erano stati uccisi e 20 feriti da colpi dall'artiglieria israeliana nei pressi di Rafah, nel Sud della Striscia. Erano i primi segnali che la tregua difficilmente sarebbe durata 72 ore.
RISUONANO LE SIRENE. Con la fine ufficiale del cessate il fuoco sono poi tornate a suonare le sirene di allarme anti-missili nel Sud di Israele, compresa Beersheva.
A causa dei pesanti scontri in corso nell'area di Rafah è stato chiuso il valico di Kerem Shalom con Gaza da cui passano tutti trasporti di beni all'interno della Striscia. A riaccendere il conflitto potrebbe essere stata una sparatoria con un gruppo di miliziani sbucato da un tunnel proprio a ridosso del valico.
OLTRE 1.400 MORTI A GAZA. Il conflitto, quindi, è ora giunto al 26esimo giorno: secondo il portavoce dei servizi di soccorso nella Striscia, Achraf al-Qodra, finora il bilancio dei morti palestinesi dall'inizio dell'operazione Margine Protettivo è di 1.480 vittime, mentre circa 8.450 sono i feriti (nell'operazione Piombo Fuso del 2008-09 i decessi furono 1.416, anche se Tel Aviv ne riconobbe tra 1.100 e 1.300).
Tra gli israeliani, secondo fonti militari, i soldati morti sono 61.

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