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MEDIO ORIENTE 2 Agosto Ago 2014 1950 02 agosto 2014

Gaza, Israele avvia il ritiro parziale

Parte delle truppe rientra dietro i confini.

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L'anticipazione di alcuni media israeliani ha trovato, infine, conferma. Parte dell'esercito di Tel Aviv si è ritirata di centinaia di metri dentro la Striscia di Gaza, in direzione del confine. Alcune forze, invece, sono state già ridispiegate dentro Israele, mentre quelle rimaste nella Striscia starebbero completando la distruzione dei tunnel.
Condizione, quest'ultima, indispensabile per quel ritiro unilaterale che fonti israeliane avevano ipotizzato già nel pomeriggio del 2 agosto. Nonostante, poco prima, fosse arrivata la conferma della mancata presenza dello Stato ebraico ai colloqui di pace in programma al Cairo.
HAMAS: «RITIRO CHE NON IMPEGNA». Un passo indietro che non sembra convincere troppo Hamas, secondo cui un ritiro unilaterale di Israele non «impegna» a niente. Lo ha detto - citato dall'agenzia palestinese Maan - il portavoce dell'organizzazione Sami Abu Zuhri, il quale ha sottolineato che «Hamas è pronta a continuare a combattere se necessario», ma si regolerà a seconda di quello che succederà sul terreno.
TUNNEL RASI AL SUOLO IN 24 ORE. Da parte sua, l'esercito di Tel Aviv ha confermato che la completa distruzione dei tunnel dovrebbe avvenire nell'arco di 24 ore. «Continueremo ad agire a tutta forza fino al completamento della sua missione», ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che l'esercito «si dislocherà secondo le esigenze di sicurezza». Tel aviv intende «rischierare» le sue truppe di terra secondo le proprie «esigenze di sicurezza», non appena completata la distruzione dei tunnel di Hamas.

Nuovi raid sulla Striscia, almeno 78 morti

Un carro armato dell'esercito israeliano.

Nel 25esimo giorno di combattimenti, non sono comunque mancati i raid israliani, che hanno causato la morte di almeno altri 78 palestinesi nella Striscia. Il bilancio complessivo delle operazioni militari parla di oltre 1.600 morti tra i palestinesi e di una sessantina tra i militari israeliani.
L'organizzazione islamista ha, poi, negato il proprio coinvolgimento nel sequestro del militare israeliano Hadar Goldin, accusando Tel Aviv di utilizzare l’argomento come scusa per intensificare gli attacchi. Ma Netanyahu, ha risposto di esser pronto a «qualsiasi passo necessario per sconfiggere il terrorismo».
GOLDIN UCCISO IN UN RAID? Hamas ha affermato di ritenere che l’ufficiale israeliano disperso sia stato ucciso in un bombardamento israeliano. «Abbiamo perso i contatti», ha sostenuto in un comunicato ripreso dai media israeliani, «con il gruppo di combattenti che ha preso parte all’imboscata e crediamo che siano stati tutti uccisi in un bombardamento. Supponendo che loro abbiano condotto il rapimento del soldato, riteniamo che anche lui sia stato ucciso nell’evento».
APPELLO DELLA FAMIGLIA. La famiglia di Goldin ha, quindi, rivolto un appello accorato ai dirigenti israeliani affinché non completino il ritiro da Gaza fino a quando non avranno recuperato Hadar. Secondo l'emittente televisiva Canale 10, «Hamas mente», quando afferma di non conoscere la sorte del militare. «Hadar è vivo», ha esclamato la sorella.

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