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GUERRA TERMINOLOGICA 2 Agosto Ago 2014 1507 02 agosto 2014

Hadar Goldin, soldato israeliano «rapito» o «catturato»?

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Il sottotenente Hadar Goldin è stato «catturato» oppure «rapito»?
Non si tratta di una semplice questione terminologica, e gli utenti di Twitter ne hanno discusso animatamente, tra accuse più o meno esplicite di propaganda e parzialità nella comunicazione del conflitto israelo-palestinese in corso a Gaza.

LE SCELTE DEI MEDIA. Alcuni media internazionali, come il New York Times e il Guardian, hanno infatti utilizzato il termine inglese «captured» e il suo sinonimo «seized», che in italiano sono traducibili con «fatto prigioniero». Mentre l'equivalente inglese della parola italiana «rapito» sarebbe «kidnapped». Il Times, salomonicamente, li ha adoperati entrambi: «kidnapped» nel titolo, «seized» nel sommario.

LE CONVERSAZIONI SU TWITTER. Perché la distinzione sia importante, è desumibile con chiarezza dalle conversazioni avvenute sul social network. Che hanno sottolineato come il frame, cioè la cornice interpretativa degli eventi, e il modo in cui l'opinione pubblica li percepisce, possano essere influenzati anche dall'uso di un singolo termine, capace di modificarne immediatamente il senso complessivo secondo una specifica connotazione. Il potere del linguaggio è dato, del resto, proprio dalla sua capacità di caratterizzare in maniera differente gli attori del mondo reale cui fa il discorso fa riferimento. E la correttezza del linguaggio, compreso quello mediatico, non può prescindere dal tenere conto del contesto in cui quegli attori, di fatto, si muovono e agiscono.

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